
Abbiamo intervistato in esclusiva per Prima Stampa Luca Cannata deputato nazionale di Fratellid’Italia, che ci parlerà della Genitorialità tradizionale e moderna, delle Nascite e di cosa la politica può fare con questi temi.
1. Cosa ne pensa della genitorialità tradizionale e moderna?
La famiglia naturale, formata da padre e madre, è la struttura primaria e fondamentale della società. Il Governo Meloni non ha mai smesso di affermare l’importanza della genitorialità mettendo in atto una serie di misure efficaci a sostegno della famiglia e della natalità. Prendersi cura della famiglia, non lasciarla sola e prestare attenzione ai suoi bisogni è un dovere di tutta la società.
2. A cosa è dovuto il calo di nascite in Italia?
Il calo delle nascite in Italia è legato a diversi fattori, tra cui l’instabilità economica, la difficoltà di conciliare lavoro e famiglia, la carenza di servizi per l’infanzia e la precarietà lavorativa. Inoltre, molte giovani coppie rinviano la scelta di avere figli a causa dell’incertezza sul futuro e dei costi elevati per crescere un bambino.
Proprio per affrontare queste problematiche, il Governo Meloni ha investito 2,5 miliardi di euro per le famiglie e la natalità, garantendo benefici netti per oltre 16 miliardi di euro nel solo 2024.
In particolare, sono stati introdotti importanti sgravi per le rette degli asili nido. È’ stato aumentato il contributo per le rette degli asili nido anche per il primo figlio fino a renderle sostanzialmente gratuite rispetto al costo medio nazionale. Dal secondo figlio, le famiglie possono beneficiare di un bonus di 3.600 euro annui, una cifra superiore alla media nazionale delle rette degli asili pubblici, statali e paritari, calcolata dall’INPS. Questo significa che, per molte famiglie, l’asilo nido dal è sostanzialmente gratuito.
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3. La politica cosa può fare su questi temi così importanti?
La politica ha il dovere di creare un ambiente favorevole alla famiglia e alla natalità. Questo significa mettere in atto misure concrete come quelle dal governo meloni adottate:
• Aumentare l’assegno unico familiare e introdurre maggiorazioni per le famiglie numerose.
• Potenziare i congedi parentali, portando la retribuzione fino all’80% per la prima mensilità.
• Garantire asili nido gratuiti con un bonus di 3.600 euro annui per le rette.
• Sostenere l’acquisto della prima casa con il Fondo di garanzia e misure specifiche per le famiglie numerose.
• Promuovere l’occupazione femminile con sgravi contributivi e incentivi per le imprese che assumono madri.
Queste azioni sono fondamentali per invertire il trend negativo delle nascite e per offrire alle famiglie italiane un supporto concreto e duraturo.
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4. Bisogna incentivare le famiglie a fare più nascite?
Assolutamente sì. Il calo demografico è una questione cruciale per il futuro del nostro Paese. Il Governo Meloni ha già intrapreso iniziative importanti, come la decontribuzione per le madri lavoratrici, gli sgravi per chi assume donne e giovani, e il piano per attività estiva formativa per supportare la conciliazione vita-lavoro.
Oltre alle misure economiche, è fondamentale anche promuovere una visione culturale che valorizzi la famiglia e la genitorialità. Bisogna superare la percezione che la maternità e la paternità siano un ostacolo alla realizzazione personale e professionale. È importante diffondere una cultura che riconosca il ruolo centrale delle famiglie naturali, con mamma e papà, come base per la crescita della società.
Il Governo Meloni sta lavorando anche in questa direzione, attraverso campagne di sensibilizzazione e programmi educativi che esaltano il valore della natalità e il contributo positivo delle famiglie al benessere collettivo.
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5. Raccontaci cosa fa nella vita di tutti i giorni?
Nella mia quotidianità, mi dedico con impegno e passione al mio ruolo di deputato, lavorando per rappresentare le istanze dei cittadini e promuovere politiche che migliorino la qualità della vita delle famiglie italiane.
Mi confronto con le realtà locali, ascolto le esigenze delle persone e collaboro attivamente per trasformare le idee in azioni concrete. Mi impegno anche a livello parlamentare oltre che per le questioni legate al bilancio anche per sostenere le proposte di legge che possono fare la differenza nel campo del welfare, dell’occupazione e della natalità. Insieme all’attività politica vi è quella familiare e soprattutto nel fine settimana cerco di passare più tempo possibile con mia moglie e miei due figli
Poi inoltre cerco sempre di essere vicino al territorio, partecipando ad eventi, incontri pubblici e momenti di confronto per capire meglio le reali esigenze della nostra comunità.
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6. Le statistiche in Sicilia delle nascite sono in ribasso: cosa bisogna fare? Il calo delle nascite in Sicilia, così come in molte altre regioni italiane, richiede un intervento mirato. È fondamentale potenziare i servizi per l’infanzia, garantire asili nido, sostenere le famiglie con bonus e agevolazioni e promuovere l’occupazione femminile.In particolare, nel Sud Italia, il Decreto Coesione prevede esoneri dal pagamento dei contributi previdenziali per chi assume donne e giovani. Inoltre, con l’investimento di 3 miliardi di euro del PNRR per la costruzione e messa in sicurezza di asili nido e scuole dell’infanzia, si punta a offrire nuove opportunità alle famiglie siciliane, migliorando al contempo le prospettive per la natalità.L’obiettivo è rendere la Sicilia un luogo dove le famiglie possano vivere serenamente e crescere i propri figli senza dover affrontare difficoltà economiche o carenze di servizi. È necessario non solo agire con misure economiche, ma anche promuovere un cambiamento culturale che valorizzi il ruolo della famiglia naturale come motore della società.
