Sarà il calatino Giacomo Porcelli, ceramista e fumettista di fama internazionale a rappresentare con un suo disegno il genio creativo di Rambaldi nel centesimo anno dalla sua nascita.
La Fondazione Rambaldi
Il Team Fondazione Rambaldi ha presentato ufficialmente il disegno ufficiale che rappresenterà il centenario della nascita di Carlo Rambaldi nel prossimo anno 2025 . La Fondazione collabora frequentemente con artisti per organizzare gli eventi educativi e le mostre. Per questa occasione di rilevanza internazionale, si sono affidati al talento di Giacomo Porcelli, esperto nella decorazione su pietra lavica ceramizzata.
La Fondazione Culturale Carlo Rambaldi nasce nel 2014 con l’intento di promuovere, conservare e restaurare i reperti e le opere di Carlo Rambaldi, Maestro indiscusso degli effetti speciali cinematografici, vincitore di tre premi Oscar per i film King Kong (1977), Alien, (1979), ed E.T. l’extraterrestre (1983), scomparso nel 2012.
Tra gli obiettivi importanti la realizzazione di progetti multimediali, allestimenti espositivi itineranti ed iniziative didattiche e formative.
Tra le finalità della Fondazione c’è il sostegno alle giovani generazioni a perseguire i propri sogni e a credere nell’immaginifico come veicolo per la realizzazione delle proprie capacità artistiche.
Tra le altre attività della Fondazione c’è il supporto a SAVE ME, organizzazione benefica a tutela dell’infanzia.
Il disegno di Giacomo Porcelli
Il disegno raffigura E.T. che, con il suo dito luminoso, traccia il volto del suo creatore nel cielo stellato. Un omaggio che celebra il genio di Carlo Rambaldi, il cui nome continuerà a brillare tra le stelle di Hollywood.
“La decorazione della pietra lavica dell’Etna ceramizzata – spiega Porcelli – è un’arte affascinante e complessa. A differenza della ceramica classica, che utilizza argille purificate, la pietra lavica viene usata così com’è, direttamente dal vulcano, rendendo la lavorazione più rischiosa ma anche unica. Il processo inizia con la scelta di una lastra di basalto dell’Etna, seguita dalla levigatura e dall’applicazione di uno strato di smalto ceramico. Successivamente, la lastra viene decorata utilizzando una tecnica di spolvero, e poi dipinta con cura. Infine, viene coperta con un velo di cristallina trasparente per esaltare la lucentezza dei colori. La cottura finale a 930°C è un momento critico: anche con tutta la cura, non si può garantire che l’opera rimarrà intatta. Ma proprio questa imprevedibilità rende ogni pezzo unico e irripetibile“.
