L’estate dei calatini post-covid19: il 60% ha paura di spostarsi per le vacanze

L’estate dei calatini post-covid19 e gli effetti che il virus avrà sul turismo, sul settore alberghiero e della ristorazione

L’estate è vicina e non si può non pensare agli effetti che il covid-19 avrà non solo sul turismo, ma anche sul settore alberghiero e della ristorazione.

I ristoranti, per esempio, dovranno attenersi alle disposizioni anti-contagio che sono state loro fornite: dotare tutti i lavoratori di dispositivi di protezione, lavare frequentemente le mani, posizionare erogatori di igienizzante all’ingresso e all’uscita dei locali di ristorazione per la disinfezione delle mani ed effettuare attività di sanificazione nei locali interni o aperti al pubblico.

Inoltre, bisognerà garantire una distanza di almeno un metro e mezzo tra i commensali, oltre che limitare gli accessi ai locali per evitare affollamenti. In quest’ottica è lecito chiedersi quali saranno le conseguenze e se ci sarà una ripresa, ma soprattutto se la gente è ancora disposta a viaggiare e, dunque a frequentare alberghi e ristoranti, nonostante la paura del contagio.

Ho, infatti, intervistato alcune persone residenti nel territorio calatino di età compresa tra i 15 e i 57 anni. Il 55% degli interpellati aveva già dei piani per la prossima stagione estiva che ha dovuto rimandare in seguito alla diffusione dell’epidemia nel nostro Paese. Si tratta di permanenze in villaggi turistici, visite nelle città d’arte, concerti e soggiorni all’estero.

Il 60% delle persone alle quali ho rivolto le mie domande crede che avrà paura di viaggiare o di uscire, anche una volta conclusasi l’emergenza sanitaria. Forse le preoccupazioni riescono, però, a generare anche delle nuove consapevolezze.

“Credo che vivrò questa stagione estiva con piena responsabilità nel preservare sia la mia saluta che quella degli altri, con una maggiore attenzione nell’ambito sanitario e di relazione” dice, infatti, Benedetta, 18 anni e la maggior parte degli interpellati concorda con lei. C’è anche chi deluso afferma: “Vivrò il periodo estivo conscio che in un momento tutti i progetti che avevo possano svanire”.

Il 30% del campione intervistato afferma di aver compreso il valore di cose date precedentemente per scontate, come la vacanza al mare con la famiglia o semplicemente i momenti di svago, e che adesso fanno comprendere quanto sia importante vivere pienamente ogni attimo.

C’è anche chi, più concretamente, afferma che crede sia necessario attendere un vaccino sicuro ed efficace prima di poter vedere l’inizio del ritorno ad una normalità a tutto tondo, come Giorgia (17 anni) e  Ramona (19 anni).

Alcuni in maniera più pessimistica affermano che vivranno il periodo delle vacanze estive senza certezze e senza la spensieratezza di un tempo, come Valentina 30 anni. L’80% delle persone intervistate ha affermato, inoltre, di aver avere in programma di partecipare ad eventi culturali quali concerti o mostre, ai quali hanno dovuto rinunciare.

Questo non è affatto un dato da sottovalutare in quanto evidenzia una delle difficoltà a cui andranno incontro il settore dell’intrattenimento e della cultura in generale.

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La quasi totalità del campione crede che il settore più colpito sarà quello del turismo, insieme a tutti i settori ad esso connessi; mentre la restante parte crede che ad essere colpita sarà la totalità dei settori produttivi.

Il 30% degli interpellati ritiene che una vacanza, con le restrizioni che verranno imposte dal governo, sia infattibile, mentre un ulteriore 40% è, invece, più positivo e crede il contrario.  Il restante 30% è ancora in dubbio.

Per quanto riguarda il settore del turismo quasi la totalità degli intervistati si esprime positivamente credendo che, dopo una prima battuta di arresto, questo possa riprendersi in un secondo momento.

Giada, 19 anni, infatti dice:”Il turismo sarà in perdita per evidenti motivi. Ma con il tempo e il miglioramento della situazione, il turismo tornerà ad essere un fattore importante sia culturalmente che economicamente per il nostro paese”.

A dimostrare la positività degli intervistati riguardo ad una ripresa del settore turistico sono le parole di salvatore, 54 anni: “Credo che il turismo sarà prevalentemente locale, anche se, non avendo avuto grossi numeri di contagio, potremmo essere scelti da un turismo straniero”.

Nonostante quest’ottimismo diffuso,c’è anche chi vede il bicchiere mezzo vuoto e afferma che, almeno per questa stagione, le conseguenze per gli addetti al turismo saranno notevoli e addirittura devastanti.

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