Ramacca, arriva il Commissario straordinario (e fino alle prossime elezioni)

Sarà un commissario straordinario a gestire l’amministrazione del comune di Ramacca fino al prossimo turno elettorale utile. Nello specifico, il presidente della Regione, Nello Musumeci, con decreto presidenziale n.618 del 19 novembre ha assegnato l’incarico all’architetto Domenico Targia, dirigente regionale, il quale si è insediato lo scorso lunedì sottoscrivendo il relativo verbale con il segretario generale comunale, Massimo Gangemi.

La nomina di un commissario straordinario, temporaneamente a capo dell’amministrazione del Comune è la diretta conseguenza di tensioni sorte all’interno del Consiglio nei confronti del sindaco Giuseppe Limoli, che si sono protratte fino a culminare, il 29 settembre scorso, nella presentazione di una mozione di sfiducia ai danni del primo cittadino, determinando la conseguente decadenza di quest’ultimo e lo scioglimento degli organi di Giunta e Consiglio.

In conformità alle procedure normative previste nei riferimenti legislativi regionali, il consiglio per discutere l’esito della mozione si è svolto il 23 ottobre, previa relativa convocazione il 16, dopo almeno dieci giorni dalla presentazione del documento di mozione e prima dello scadere di trenta.

Inizialmente, il 29 settembre, il documento recante la proposta di sfiducia era stato presentato e firmato da sette dei 16 membri del consiglio comunale, appartenenti all’opposizione, ossia Giuseppe Lanzafame (presidente); Fabio Cusumano, Salvatore Mancuso e Maria Rosaria Arena, di Italia Viva, di cui Cusumano è capogruppo; Agrippino Solennità, (Pd); Maria Luisa Di Dio e Pietro Sottosanti, (Lega). A questi, la sera del 23 ottobre si sono aggiunti Federico Di Liberto (Forza Italia), Teresa Corallo (Movimento 5 stelle), Francesco Carini (Fratelli d’Italia), Rosario Gravina, Nunzio Sciarotta (Rivivere Ramacca). In 12 hanno dunque votato favorevolmente la sfiducia al sindaco attraverso la procedura nominale. Il resto dei consiglieri presenti alla seduta (di cui uno assente, Salvatore Di Benedetto) ha respinto la proposta: Valeria Calcagno, Francesco Schilirò (entrambi anche assessori) e Angela Mendolia.

Le ragioni espresse nel documento, sulle quali i 12 si sono trovati d’accordo, riguardano mancanze politico-amministrative da parte del sindaco e inadempienze del programma elettorale, ritenuto pertanto disatteso.

Dopo la fine della seduta, il risultato della mozione è stato inviato all’Assessorato regionale delle Autonomie locali per comunicare lo scioglimento del copro amministrativo, affinché si procedesse, come previsto per legge, con la nomina di un commissario straordinario al quale affidare la gestione del comune fino al prossime elezioni.

Durante lo svolgersi delle formalità per l’insediamento, oltre al segretario Gangemi il commissario Targia ha incontrato i dirigenti d’area comunali. Il verbale che attesta l’avvenuto insediamento, sottoscritto da Gangemi e Targia, è stato poi trasmesso agli organi provinciali e regionali.

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