Paternò, fu Alessandro Alleruzzo ad uccidere la sorella

Nunzia Alleruzzo è stata uccisa nel 1995 con due colpi di pistola dal fratello Alessandro. Questa è la conclusione della Dda della Procura di Catania a sette mesi dalla riapertura delle indagini.

Il movente è stato il voler riscattare “l’onore” della famiglia in quanto la donna, all’epoca trentenne, aveva avuto numerose relazioni extraconiugali anche con persone della frangia rivale all’interno dello stesso clan.

La donna fu dichiarata nel ’95 vittima di lupara bianca dato che per tre anni non si ebbero più sue notizie fino a quando nel 1998 furono ritrovati i resti del cadavere all’interno di un pozzo in un rudere di contrada Pispisa. L’ipotesi più papabile era quella di un regolamento di conti vista la guerra per il territorio tra clan; infatti, la morte di Nunzia si verificò qualche anno dopo l’uccisione del fratello Santo e della madre Lucia Anastasi, avvenute entrambe nel 1987 per vendetta contro il patriarca della famiglia, Pippo Alleruzzo.

Quest’ultima ipotesi dunque viene smentita in virtù delle parole dei collaboratori di giustizia Pippo Caliò, Andrea Bonomo e Orazio Farina i quali hanno indicato il fratello di Nunzia, Alessandro, come responsabile della morte.

L’avvocato dell’accusato, Ernesto Pino, sostiene che nel racconto dei collaboratori ci siano delle incongruenze e la loro poco attendibilità.

Per Alessandro Alleruzzo, l’accusa è di omicidio volontario pluriaggravato con tre aggravanti: la premeditazione, i motivi abietti e futili, il legame di parentela.

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