Acireale, tanto rumore per nulla: il sindaco Alì resta

Lunedì sera Consiglio Comunale ad Acireale, incentrato sulla risposta, dopo una pausa di riflessione, che il sindaco Alì doveva dare. E, durante il dibattito, tra critiche e consensi, è arrivata. Ecco in parte il suo lungo discorso letto in aula. “La tentazione – afferma Stefano Alì – di lasciare l’incarico che i cittadini acesi mi avevano affidato, è stata tanta. È vero, la notte porta consigli, infatti dopo attenta e profonda analisi, attestati di fiducia e tanti incontri, ho dedotto che non sarebbe stato giusto per la città e per gli acesi che mi hanno scelto, che io lasciassi l’incarico. Quindi resterò al mio posto è proseguirò nell’azione amministrativa, malgrado non disponga della maggioranza. Ho sempre agito nel totale ed assoluto interesse di Acireale e sfido chiunque ad affermare il contrario. E la mia azione e quella della giunta, grazie ad onestà e competenze, ha puntato al raggiungimento di quegli obiettivi che sono i soli strumenti che possono fare rinascere Acireale.

Il passaggio di 4 consiglieri all’opposizione mi ha fatto riflettere molto se fosse giusto continuare ad essere sindaco di Acireale. Idea spinta dalla rabbia nel vedere persone che si erano candidate in un progetto che metteva un modo diverso di fare politica come fulcro e che, invece, hanno scelto di operare in modo tradizionale e vecchio di fare politica. Politica intesa come affermazione personale, politica per un assessorato. Dimettendomi, la città avrebbe sofferto una grave stasi amministrativa e pagato il costo di questa scelta. Ho ricevuto incoraggiamenti a continuare da tante persone che ricoprono ruoli significativi in città, da sindaci di altre città, da politici, ma anche e soprattutto da gente qualunque, come il sottoscritto e, per me, sono i più importanti. Io non mi dimetterò perché ho avuto un mandato popolare pieno, se decidete di tradire il mandato elettorale, allora sfiduciatemi, dimostrando slealtà verso chi ci ha fatto eleggere. Oppure dimettetevi Voi!

Io non sono attaccato alla poltrona, sfiduciatemi ed andiamocene tutti a casa. Ma la responsabilità sarà vostra. Io ho un lavoro ed una professione, ho un’azienda con 150 dipendenti e, quando finirò il mio mandato di sindaco, tornerò a fare un lavoro gratificante. Per me fare il sindaco di questa città è motivo di enorme orgoglio, a patto che si faccia con umiltà, dignità e con profondo rispetto per chi ti ha scelto. Ho chiesto – conclude il sindaco Alì – il voto agli acesi su un progetto, su cui ho raccolto il consenso. Chi non è d’accordo col progetto, avrebbe dovuto semplicemente dimettersi. Quindi resto qui a difendere la mia storia e la mia brevissima esperienza politica da sindaco, ma anche e soprattutto la dignità di tutti coloro che intendono la politica come servizio per la comunità e non come strumento personale”.

(articolo scritto in collaborazione con Salvo Re)

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