Ucraina ha attaccato in Russia? Scambio di accuse

Trentasettesima giornata di guerra in Ucraina, per la prima volta la scena bellica arriva dalla Russia: a poche decine di chilometri dal confine con l’Ucraina (nel confine nord-est con l’Ucraina) è stato colpito a Belgorod un deposito di carburante che riforniva i mezzi militari russi.

Nel video diffuso sul web si nota un bagliore e degli elicotteri, subito dopo scoppia un incendio: uno degli 8 serbatoi di petrolio prende fuoco, saranno 170 vigili del fuoco a tentare di spegnere l’incendio ed evacuare gli abitanti della zona. Il portavoce del Cremlino Peskov accusa l’Ucraina di quest’attacco: “L’attacco ucraino all’alba sul suolo russo peserà sui colloqui”.
Il ministro della Difesa Ucraino risponde: “L’Ucraina sta conducendo un’operazione di difesa contro l’aggressione russa e quindi non possiamo essere responsabili di ogni catastrofe che accade”.

Secondo il ministero della difesa russa si tratta di due MI24 delle forze armate ucraine, ma sono elicotteri in dotazione di entrambi gli schieramenti e per questo forse che nella notte hanno potuto sfrecciare per chilometri senza essere ostacolati.

L’episodio resta avvolto dalle ombre: un solo missile avrebbe potuto fare molti più danni in quanto su 8 cisterne ne è stata colpita solo una, dunque ci si interroga sulla possibilità che l’episodio possa essere un “plug” -un attacco provocato dalla stessa nazione attaccata ( quindi in questo caso dalla Russia) per poi affidare la paternità dell’attacco all’avversario (e quindi all’ucraina) compiuto da chi vuole passare per vittima- al fine di passare come vittima agli occhi degli spettatori esterni ( Europa, America e Cina in primis) e di perpetrare la propaganda all’interno  della Russia stessa. Putin intanto ha convocato il suo consiglio per aumentare la sicurezza interna.