Dpcm Draghi, Scuole chiuse anche in zona gialla: didattica a distanza per tutti

Il nuovo Decreto, che entrerà in vigore il prossimo 6 marzo 2021, rimarrà in vigore fino al 6 aprile 2021 e statuisce delle regole per tutte le zone.

In zona rossa saranno chiuse per tutti gli ordini e gradi di istruzione le scuole. Nelle zone arancioni e gialle qualora si dovessero presentare determinate situazioni saranno i presidenti delle rispettive regioni a decidere le misure da adottare.

Il problema attualmente è rappresentato dalle nuove varianti presenti in varie regioni, le quali hanno determinato come conseguenza la chiusura delle scuole ed è per questo allora che il Presidente del consiglio Mario Draghi, di concerto con i presidenti delle varie regioni, tende ad adottare misure più contenute onde evitare un propagarsi della crisi epidemiologica.

Scuole chiuse in zona rossa con le regole del nuovo Dpcm

Ieri in conferenza stampa dal ministro della Salute Roberto Speranza e dalla ministra degli Affari Regionali Mariastella Gelmini, è stato presentato il nuovo decreto, il quale stabilisce che siano chiuse in zona rossa tutte le scuole di ogni ordine e grado e quindi fin dalle materne.

Si legge infatti nel comunicato della presidenza del Consiglio dei Ministri che anticipa il testo del nuovo Dpcm:

“Zone rosse – Dal 6 marzo, si prevede nelle zone rosse la sospensione dell’attività in presenza delle scuole di ogni ordine e grado, comprese le scuole dell’infanzia ed elementari. Resta garantita la possibilità di svolgere attività in presenza per gli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali”.

Scuole chiuse in zona arancione e gialla con nuovo Dpcm: ecco quando

Le scuole sono chiuse anche in zona arancione e gialla con il nuovo Dpcm e ci sono delle regole ben precise per stabilire quando è ammesso l’ esercizio di attività in presenza ed a quali condizioni.

Il Dpcm del governo Draghi stabilisce che le scuole superiori in generale “adottano forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica in modo che almeno al 50 per cento e fino a un massimo del 75 per cento della popolazione studentesca delle predette istituzioni sia garantita l’attività didattica in presenza. La restante parte della popolazione studentesca si avvale della didattica a distanza”.

Resta sempre garantita l’attività in presenza:

  • per l’uso di laboratori;
  • per mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali.

Permane l’ obbligo in termini duso della mascherina salvo per i bambini al di sotto dei 6 anni e per coloro che hanno particolari patologie.

Le scuole tuttavia, anche di altro ordine e grado, sono chiuse in zona arancione e gialla per disposizione del presidente di Regione o delle Province Autonome quando:

  • sono state adottate misure stringenti di isolamento per la circolazione di varianti di SARS-CoV-2;
  • nelle aree regionali o provinciali l’incidenza cumulativa settimanale dei contagi è superiore a 250 casi ogni 100.000 abitanti;
  • vi sia un motivato peggioramento del quadro epidemiologico.

Congedo parentale in arrivo

Nelle zone rosse, ed eventualmente in quelle arancioni e gialle dovrebbe arrivare presto il congedo parentale per i genitori.
  • Il nuovo congedo parentale, che potrebbe essere come quello del 2020 con un’indennità al 50% per chi ha i figli fino a 14 anni in dad, dovrebbe entrare nel prossimo decreto Sostegno (ex Ristori 5).
  • In alternativa potrebbe anche essere previsto un bonus baby sitter.

La stessa ministra della Famiglia Elena Bonetti e in conferenza stampa ieri anche la ministra Gelmini, garantiscono detto riconoscimento e sostegno alle famiglie, i cui figli si trovano in didattica a distanza.

In termini di congedo parentale, per stabilire con certezza in che misura saranno previste detti riconoscimenti, bisogna attendere l’ ufficialità delle misure economiche del governo Draghi.