Caltagirone, cominciato oggi a Palermo il convegno di studi a 100 anni dall’appello di Luigi Sturzo “ai liberi e forti”. Il sindaco Ioppolo: “La sua quotidiana pratica del buon governo e la sua politica al servizio dei cittadini ne fanno un fulgido esempio da seguire ancora oggi”. FOTO

A cento anni dall’appello “ai liberi e forti” che rappresentò l’atto costitutivo del Partito popolare italiano, un significativo convegno di studi celebra l’evento e le figure dei fratelli Luigi e Mario Sturzo. Il convegno, promosso dalla Facoltà teologica “San Giovanni Evangelista” sul tema “Centenario del Partito Popolare Italiano (1919-2019). Luigi e Mario Sturzo, il progetto cristiano di democrazia”, è cominciato oggi pomeriggio – presenti numerose autorità civili e militari e l’arcivescovo Corrado Lorefice – e proseguirà sino a sabato 19 gennaio, a Palermo, nella sede della Facoltà, in via Vittorio Emanuele II n. 463. Protagonisti gli studiosi più eminenti del Popolarismo in Italia insieme a diversi vescovi siciliani.

 

 

“La figura di Luigi Sturzo, a prescindere dalla sua dimensione religiosa – ha detto il sindaco di Caltagirone Gino Ioppolo, intervenuto oggi all’apertura della “tre giorni” – va approfondita sotto il profilo connesso al suo status di pubblico amministratore e a quello di grande pensatore. In particolare, Sturzo si caratterizzò per la quotidiana pratica del buon governo, che in sé riassume la dimensione del rispetto delle istituzioni pubbliche e del servizio ai cittadini. Questa è una delle ragioni per cui Caltagirone è rimasta legata, nei lunghi decenni trascorsi, alla figura di Sturzo pro-sindaco. La visione di una città più moderna, in linea con le aspettative degli inizi del XX secolo, dotata di infrastrutture all’avanguardia come le prime officine per la creazione di energia elettrica, la richiesta riforma agraria, la promozione del credito popolare ne fanno un autentico precursore.

Da sottolineare inoltre – ha aggiunto Ioppolo – la sua scrupolosa attenzione alle casse pubbliche e la sua concezione dei bilanci trasparenti come di un autentico bene pubblico da tutelare. Insegnamento, questo, ancora estremamente attuale e che dovrebbe ispirare tutti i governanti, di qualunque livello istituzionale, nel costruire i propri bilanci partendo dalle entrate certe e non dalle uscite creatrici di facili consensi. Questi principi, all’epoca correttamente applicati – ha concluso il sindaco di Caltagirone – fanno rilevare anche a chi, come me, non è sturziano per originaria formazione, che ci troviamo davanti a un lucido sociologo e ad un attentissimo amministratore pubblico, oltre che ad un’esemplare figura religiosa, che Caltagirone si augura venga elevata presto agli onori degli altari”.

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