Conte rieletto presidente col 94%, ed è scontro con Draghi (sulla spesa armi)

Giuseppe Conte, rieletto presidente col 94% dei voti, annunciava la sua riconferma con questo messaggio: “Gli iscritti del MoVimento 5 Stelle mi hanno riconfermato con un’indicazione forte e chiara. Un sostegno così importante è anche una grande responsabilità. Ora testa alta, ancor più coraggio e determinazione nelle nostre battaglie. Abbiamo un Paese da cambiare”.

Nel frattempo Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, tira dritto sul rafforzamento della Difesa in sintonia con i paesi alleati: Francia, Germania, Stati Uniti, Inghilterra.

È Giorgia Meloni a cogliere la palla lanciata dal Presidente Del Consiglio: Fratelli D’Italia vuole aggiungere un punto all’ordine del giorno al dl Ucraina all’esame delle commissioni Esteri e Difesa del Senato, chiedendo al Governo un impegno “a dare seguito all’ordine del giorno approvato a maggioranza alla Camera dei Deputati lo scorso 16 marzo nonché alle dichiarazioni rese dal Presidente del Consiglio, in merito alla necessità di incrementare le spese per la Difesa puntando al raggiungimento dell’obiettivo del 2 per cento del PIL”.

La reazione del Papa: “Pazzia l’aumento spesa armi al 2% del Pil, mi sono vergognato”. Ma non è solo Papa Francesco ad indignarsi: il leader del Movimento 5 Stelle dichiara: “Il M5s si opporrà con tutta la sua forza parlamentare all’aumento sconsiderato delle spese militari. Ci sono cittadini che in questi giorni devono scegliere se fare la spesa o pagare il gas e la luce: vogliamo veramente dire loro che in questo momento diamo priorità al riarmo?”. Una posizione netta e chiara che ha suscitato in molti la domanda: “Cade il governo Draghi?”.

Aumentare le spese militari al 2% non c’entra nulla con gli aiuti che stiamo dando all’Ucraina: nel 2014 la NATO chiese a tutti i suoi membri di raggiungere il Pil al 2% per le armi e a prendere quest’impegno fu il governo di Matteo Renzi. Questo impegno, negli anni, è sempre stato procrastinato ed ignorato anche dagli altri paesi Nato. Proprio ora, a guerra in atto, si dovrebbe cercare di evitare l’escalation. Alcuni invece pare vogliano lanciare la corsa agli armamenti. Il Leader del M5S, Giuseppe Conte, ha chiesto per la giornata di ieri un incontro con il Presidente Draghi: dopo l’incontro – o meglio, scontro – con Conte, Draghi è andato al Quirinale da Mattarella.

Conte non molla, glielo dice chiaro e tondo: no al riarmo, sono altre le priorità del Paese. Draghi risponde: si rischia la tenuta della maggioranza.

Secondo l’ex grillino, Alessandro Di Battista, tutto questo starebbe accadendo perché Mario Draghi sarebbe un “ nonno al servizio di Biden”: “dopo le parole di Biden, dopo la richiesta Nato di più spesa per le armi e dopo gli accordi sul gas liquido americano venduto all’Europa al posto di quello russo, sia altrettanto chiaro chi non vuole un accordo e chi si arricchisce con questa guerra. Gli USA dominano l’Europa. Volevano da anni un distanziamento Ue e Russia. Volevano impedire la messa in funzione del Nord Stream 2, il gasdotto Russia-Germania, e volevano vendere sempre più armi all’Europa. L’Europa si sta suicidando. Draghi doveva essere la nuova Merkel, il “nonno al servizio delle Istituzioni” ma in realtà è solo al servizio di Biden”.

Nei governi Conte 1 e Conte 2, questi aumenti ci sono stati, ma di un miliardo l’anno. Chiedere 15 miliardi in più entro il 2024, significa togliere soldi pubblici ai cittadini.

Aumentare la dotazione a carabinieri e guardia costiera, assumere personale e destinare somme alla manutenzione di edifici e mezzi è cosa ben diversa dal comprare armamenti.

Il leader del Movimento 5 Stelle continua: “A febbraio il 15% di famiglie e Pmi non hanno pagato luce e metano. Questa è la realtà di vita di tanti piccoli imprenditori, lavoratori, cittadini. In questo contesto si può mai pensare che l’Italia possa partecipare a questa gara al riarmo e arrivare a spendere il 2% del Pil in spese militari entro il 2024? Oltre 10/15 miliardi di spese militari in meno di due anni? Noi diciamo chiaro e forte che questa non è la strada. La nostra è una posizione di buon senso e responsabilità. La nostra visione è nell’interesse dell’Italia, per il bene dei cittadini”.

La votazione era prevista per oggi pomeriggio e, a detta della Pentastellata Paola Taverna, “ha vinto il buonsenso! Il decreto-legge per gli aiuti all’Ucraina arriva in Aula senza relatore. Salta quindi l’ordine del giorno voluto da Fratelli d’Italia per l’aumento al 2% delle spese militari, che nulla aveva a che vedere con le reali finalità del provvedimento. Hanno provato a metterci in difficoltà strumentalizzando misure che abbiamo sostenuto, votato e voluto fin dall’inizio. Non ci sono riusciti”. Il Governo Draghi, al momento, pare sano.