Vescovo di Caltagirone contro chi nega il Covid: “Mi fanno tristezza”

“Ho avuto il coronavirus, giorni e giorni con la febbre nonostante gli antibiotici, non riuscivo a stare in piedi, mi mancava il respiro. Tutto questo non era una messinscena”. Questo è quanto dichiara all’Adnkronos monsignor Calogero Peri, vescovo di Caltagirone, che è riuscito a vincere la sua battaglia contro il Covid-19.

“Fanno tristezza le discussioni dei negazionisti. Si è arrivati a negare la Shoah, ora quasi non mi stupisce si arrivi a negare il coronavirus ma il punto è che da questi negazionisti non ho visto argomentazioni e allora si finisce per offendere la dignità di chi ha pagato il prezzo più alto e ci ha rimesso le penne”.

“Un tempo c’era l’evidenza, oggi c’è l’opinione e non ci si misura con più con la realtà. Non mi meraviglio culturalmente che si neghi tutto e il contrario di tutto. Nessuno augura loro un’esperienza drammatica ma servono argomenti, ragionamenti, esperienze, dati. La polmonite interstiziale è una realtà, come lo sono gli intubati per Covid”.

E quindi rivolge un appello a quanti, negazionisti, scenderanno in piazza come a Berlino: “Qui non serve il folklore, se vogliamo discutere delle ragioni io ci sono ma finora ho assistito solo a diatribe becere anche nei talk show”.

“Sono in gioco le nostre vite, la società. – osserva il vescovo che ha sconfitto il Covid – Mi innervosisce l’idea che ci sia sempre un nemico. Il coronavirus non è una messa in scena. Se ci sono argomentazioni sono pronto a confrontarmi ma se non si riescono a supportarle, come vedo, non hanno nessun valore. E poi chiedo: siamo pronti nel caso arrivasse una seconda ondata?”.