Simona Floridia, qualcuno la voleva morta e non è Bellia: la testimonianza

Il 16 settembre del 1992 si perdono le tracce di Simona Floridia. Da quasi trent’anni si cerca di capire che fine abbia fatto la giovane 17enne di Caltagirone. Chi ha visto e sentito per ultimo Simona? Sicuramente gli amici di comitiva con cui aveva trascorso il pomeriggio e tra questi Andrea Bellia, ma non certamente l’unico o l’ultimo.
Chi sa delle ultime ore di Simona Floridia è anche Saveria Tumino, di Ragusa, a quel tempo giovane ragazza come lei, conosciuta sulle spiagge di Marina di Ragusa.

Dalla deposizione rilasciata da Saveria Tumino in sede d’udienza il 16 febbraio 2021
“Sì. Io quando l’ho conosciuta si era… io mi trovavo in quella spiaggia perché mi ero appena lasciata con il mio ragazzino e quindi mi ero recata in quella spiaggia proprio perché sapevo che non sarebbe mai venuto a cercarmi. In quella occasione ci siamo conosciute e lei mi disse che anche lei da poco aveva chiuso la sua storiella con il suo fidanzatino”.

Saveria Tumino era uscita da una relazione sentimentale avuta con Carmelo Domicolo, Simona Floridia invece con Mario Licciardi. Come con quest’ultimo, anche con Saveria Tumino e Carmelo Domicolo vanno approfonditi alcuni aspetti e fatti che riteniamo interessanti, che ci aiutano a capire che ruolo hanno in questa drammatica vicenda.
Per quanto ne sappiamo e possiamo provare, Saveria Tumino è stata l’ultima ad avere parlato telefonicamente con Simona, poco prima che della giovane si perdessero le tracce.

Dalla deposizione rilasciata da Saveria Tumino in sede d’udienza il 16 febbraio 2021
“Sì, ho parlato al telefono con lei. Lei mi ha detto che… noi ci sentivamo regolarmente, lei era fuori e mi ha detto che stava tornando a casa e che io avrei dovuto chiamare a casa per chiedere al padre di farla venire a casa mia, appunto. Mi ha anche detto che avrebbe fatto rispondere il padre al telefono, e io mi vergognavo e le dicevo: “Simona, ma io come faccio a chiedere a tuo padre di venire a casa mia? Lo sai come la pensa?”, bla, bla, bla.
In effetti poi è stato così. Lei mi ha detto: “Guarda, io sto andando a casa adesso, ti assicuro, il tempo della strada e… prima faccio rispondere a lui e poi ti fai passare me”. E quello è stato il giorno che non l’ho poi più sentita”.

Simona voleva tornare a casa quella sera, non vedeva l’ora di rientrare, perché era intenzionata a trascorrere qualche giorno con quella che era diventata una delle sue amiche più care, dopo che era uscita fuori dal gruppetto più intimo con cui prima stava, formato successivamente dal suo ex Mario Licciardi e dalla sua nuova ragazza, Rossella Figura, e da Andrea Bellia e la fidanzata del tempo, Simona Regolo. Non aveva certo intenzione di rincasare tardi e fare arrabbiare suo padre e quindi indisporlo, perché sperava che accettasse la sua richiesta di andare a Marina di Ragusa, dalla sua amica Saveria.
Sembra logico, dunque, che Simona quel giro “incriminato” con Andrea Bellia l’abbia fatto prima, nel pomeriggio, e c’è da credere al Bellia quando dichiara di avere lasciato la giovane nuovamente al viale Mario Milazzo. Se si era accordata con la sua amica a chiamare poco dopo, pare ovvio che Simona Floridia, una volta riattaccato dalla cabina telefonica, si sarebbe diretta a casa senza perdere ulteriormente tempo, né in comitiva né in giro per la città in sella con il Bellia o altri.
Saveria quella chiamata la fece, più volte, ma rispose sempre il padre e la risposta era sempre la stessa: Simona non era ancora rientrata. Purtroppo, non sarebbe mai più tornata.

La Tumino è stata sentita per ben tre volte in tutti questi anni ed è stata soggetta a varie intercettazioni di cui era a conoscenza, ma nel corso dell’udienza del 16 febbraio di quest’anno, oltre a confermare quanto detto in passato, ha riferito fatti mai emersi fino ad ora: dichiara che durante una sua permanenza a Caltagirone, qualche giorno prima della scomparsa di Simona, avrebbe visto Andrea Bellia intrattenere una conversazione accesa con lei, aggiungendo che l’avrebbe visto infastidire spesso Simona.
Queste dichiarazioni sembrano cadere a fagiolo, offrono un “assist” all’accusa per continuare sull’imputato Bellia, e rischiano di togliere l’attenzione su vicende e fatti assai gravi, testimoniate da lei stessa. Ad esempio, la Tumino, nell’ultima udienza, prima di quella dello scorso 16 febbraio, in cui è stata sentita, minimizza quando le viene chiesto di confermare i comportamenti violenti subìti a quel tempo dal suo ex ragazzo, Carmelo Domicolo, e attribuisce poca importanza alle minacce di morte che le rivolgeva su Simona Floridia, che lui non sopportava perché riteneva proprio Simona come causa della loro rottura. Da un lato, per la prima volta dopo decenni, Saveria Tumino riferisce di aver visto Bellia litigare con Simona Floridia e infastidirla più volte, dall’altro invece dà poco valore alle minacce di morte indirizzate alla sua amica e alle aggressioni fisiche da lei subìte da parte dell’ex e che lei temeva. Avremo modo, comunque, di approfondire la figura di Carmelo Domicolo che, da quanto dichiarato in passato da Saveria Tumino, a quel tempo era un ragazzo violento e non solo a parole, oltre ad essere ossessionato ed eccessivamente geloso della giovane Saveria e rancoroso nei confronti di Simona, convinto che era stata proprio lei a far interrompere la relazione sentimentale tra i due.

Parleremo presto anche di un altro fatto importante: Simona era affascinata dall’occulto e dalle testimonianze rese, si viene a conoscenza che la giovane 17enne era molto presa da questo mondo, aveva imparato a leggere le carte, le stesse che per lei, per bocca di una cartomante che si faceva chiamare Adelaide, avevano profetizzato che proprio “a 17 anni le sarebbe successo qualcosa di grave”. Sono parole di Saveria Tumino, riferite durante l’ultima udienza: “Lei per questo non vedeva l’ora di fare la festa dei 18. Mi diceva sempre che si doveva liberare dei 17 anni. Questo me lo ricordo benissimo”. Così come ricorda bene anche un’altra amica di Simona, Ilenia Grimaldi, che quando è stata sentita ha riferito: “Simona era solita leggermi le carte a casa mia. In tre occasioni, l’ultima delle quali risalente al mese di luglio, io ebbi modo di chiederle se qualcuno avesse a lei letto le carte per predirle il futuro. Di fronte a tale domanda, ben tre volte appunto, Simona scoppiava in un pianto dirotto, adducendo poi che sapeva che le sarebbe dovuto accadere qualcosa di brutto, che però non poteva riferirmi. Simona si era sempre rifiutata di darmi ulteriori spiegazioni ne ha mai voluto fornire indicazioni precise su una certa Adelaide che era colei la quale le aveva predetto il futuro”.

Intanto ci lasciamo con alcune domande alla quale speriamo di dare presto risposta: perché la Tumino ha riferito di questo rapporto burrascoso tra Simona Floridia e Andrea Bellia, ammesso che sia mai esistito, solo dopo quasi trent’anni dalla scomparsa della giovane 17enne? Perché anche questa testimonianza, come quella di Mario Licciardi (che parla di presunte confessioni ricevute direttamente dal Bellia), è stata resa solamente dopo tanti anni e senza una valida giustificazione per non averla fatta prima? Come può accettare tutto questo la Procura senza manifestare neanche un minimo di perplessità, come a far passare per “buono” qualsiasi cosa possa essere utile contro l’imputato Andrea Bellia? E su quest’ultima domanda, se così non fosse, speriamo davvero di essere smentiti, in modo da poter riportare tutt’altra realtà, perché quella che riusciamo finora ad osservare sembra essere un po’ forzata verso una direzione, verso una determinata sentenza.