“Posto occupato”… per le vittime di violenza di genere

Presentò anni fa, in Consiglio comunale, sotto forma di mozione che poi è stata approvata, l’iniziativa di sensibilizzazione contro ogni forma di violenza di cui spesso sono vittime le donne: intervista esclusiva all’ex consigliere comunale Maria Di Costa.

La sensibilizzazione è senz’altro un dovere che ogni società civile dovrebbe non trascurare, ma anzi promuovere con tutte le forze e le risorse che può mettere a disposizione, sempre, e questo vale per ogni tema sociale che ci riguarda. Novembre è anche il mese dedicato al contrasto della violenza di genere, e per violenza non intendiamo solamente quella fisica, ma anche quella verbale e quella psicologica.
Ne abbiamo discusso con Maria Di Costa, ex consigliere comunale, che si è dimostrata sempre sensibile a questa triste realtà, portando avanti iniziative significative, come “Posto occupato”, di cui lei stessa ci ha parlato.

Maria, quanto è importante il 25 novembre? Veramente può servire per sensibilizzare ulteriormente? “La ‘memoria’ è molto importante. Viviamo in una società che va veloce ed in continuo cambiamento. Avere “memoria” significa avere radici, generare cultura e conoscenza.
Quindi sì, il 25 novembre è importante perché è una giornata che serve a far radicare in noi l’idea che la violenza di genere si può combattere e si deve sconfiggere.
Per quello che mi riguarda dovrebbe essere 25 novembre tutto l’anno. Sono convinta che queste giornate di “memoria” siano importanti ma la differenza la facciamo ogni giorno praticando le cose che diciamo, cercando di cambiare noi stessi e gli altri poco alla volta”.

Secondo te, la violenza di genere, è un fatto personale o culturale? “Tutti conosciamo i fatti recenti e la situazione attuale dell’Afghanistan con il ritorno al potere dei Talebani.
Bene, lo sapete che i talebani le cercano le vedove o nubili casa per casa, le cercano anche di notte, per consegnarle in sposa ai loro mujaheddin. Questa vera e propria caccia alla donna è un fatto personale o culturale?
Mi sembra chiaro che ci sia un contesto sociale e morale che accetta e subisce queste violenze.
Senza andare lontano. In Italia, secondo i dati del ministero dell’Interno, nei primi sei mesi del 2021 sono state uccise 132 donne. Di questi più della metà, settantasette, sono avvenuti in ambito familiare.
Cito questi dati perché la violenza di genere sembra una cosa molto lontana dalla nostra realtà, dalla nostra quotidianità ma in realtà la violenza sulle donne è un fatto quotidiano che in qualche modo è legittimato da una sotto cultura dell’odio. Se solo nei primi sei mesi del 2021 dobbiamo contare oltre 15 mila reati contro le donne ho veramente difficoltà a circoscriverlo come un fatto personale.
Dobbiamo lavorare per cambiare la cultura della violenza contro le donne. È un processo lungo ed è fondamentale che ognuno faccia la propria parte”.

Parlaci dell’importanza della campagna di sensibilizzazione ‘Posto occupato’ e perché è importante che il comune, su tua mozione a suo tempo come consigliere, partecipi. “Posto Occupato è una campagna di comunicazione che vuole mantenere alta l’attenzione dell’opinione pubblica sul fenomeno della violenza di genere. Posto occupato è proprio l’esempio perfetto di quando dico ognuno faccia la sua parte.
Posto Occupato è un progetto di sensibilizzazione che nasce nel 2013 proprio in Sicilia a Rometta, in provincia di Messina.
Presentai la mozione ‘Posto Occupato’ proprio l’8 marzo per la festa delle donne, in quella occasione ho occupato un posto in consiglio comunale portando nell’aula consiliare un gesto concreto contro la violenza sulle donne. Un atto simbolico ma che è stato di grande impatto.
La mozione indirizzava l’amministrazione comunale a prendere un impegno e mettere la faccia su un tema così delicato chiedendole di farsi megafono, anche nelle scuole, del messaggio contro la violenza di genere.
In Italia, e in tutto il mondo, le notizie quotidiane di cronaca nera su atti di violenza contro le donne, atti che tendono a denigrare, sottomettere, annullare la donna sia fisicamente che intellettualmente riempiono giornali online e carta stampata.
Far finta che il problema non esiste lo ritengo davvero molto grave. Infatti io credo che la partecipazione del Comune e delle istituzioni sia un messaggio chiaro e forte verso la comunità. Chi fa politica e soprattutto chi rappresenta le istituzioni ha il dovere di diffondere messaggi universali per la difesa dei diritti delle persone.
Il 25 novembre è una data ormai simbolo contro la violenza di genere, mi aspetto quindi che l’amministrazione sia protagonista. Io sicuramente saprò da che parte stare”.