Omicidio Lucifora, le tracce organiche del carabiniere sonno ovunque

La situazione del carabiniere, Davide Corallo, si complica ulteriormente: arrestato con l’accusa di aver ucciso Peppe Lucifora la sera del 10 novembre 2019, le tracce organiche che ricondurrebbero a lui, lasciate quella sera stessa, lo inchioderebbero.

All’interno dell’abitazione dello chef modicano, le tracce biologiche di Davide sarebbero ovunque: sulle lenzuola, sulla porta, e perfino nella camera da letto.

Ma non solo: nello scarico metallico del lavabo dell’unico bagno della casa, gli specialisti del Ris di Messina avrebbero evidenziato sangue della vittima, misto al reperto biologico (sperma, lacrime, saliva) di Davide.

Certamente la presenza del carabiniere quella sera a casa di Lucifora non sarebbe una prova di colpevolezza, ma dovrebbe spiegare agli inquirenti perché avrebbe mentito sull’ultima volta in cui i due si sono visti, infatti Corallo aveva dichiarato di averlo visto una ventina di giorni prima dell’omicidio.

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