Nursind, mancano ancora 300 infermieri: è caos a Caltagirone

Gravi carenze di infermieri, tecnici e OSS in tutti i presidi dell’Asp di Catania, lo denuncia il sindacato Nursind che torna sul piede di guerra e si dice pronto ad azioni di protesta.

In una nota inviata ai vertici dell’azienda provinciale, il Nursind segnala che “l’Asp di Catania continua ad avere circa 300 infermieri in meno rispetto alla dotazione organica complessiva, di cui 200 mai assunti e 100 impropriamente utilizzati come cosiddetti “facenti funzioni” di coordinamento che vengono individuati illegittimamente senza provvedimento scritto dai dirigenti medici dei reparti nel silenzio della direzione strategica. Tali carenze, anche di medici, sono state così gravi da impedire la riapertura del reparto di Medicina a Caltagirone dopo il periodo di grave emergenza, con il trasferimento paradossale dei pazienti presso il presidio di Militello, nonostante quello di Caltagirone sia il più grande dell’Asp di Catania”. Da qui la richiesta di sanzionare e rimuovere i dirigenti ritenuti responsabili di tale chiusura.

Il Nursind, guidato a Catania da Salvo Vaccaro, ricorda che “un grande esempio di disorganizzazione arriva attraverso una disposizione di servizio all’ospedale di Caltagirone che prevede il trasferimento di tutti gli infermieri e oss del reparto di Medicina d’accettazione e d’urgenza, ovviamente con relativa chiusura dello stesso, a far data di lunedì 20 luglio, verso la Medicina, che di fatto apre alle 8 e chiude alle 10 dello stesso giorno, e nuovamente il personale sanitario di comparto, trasferito verso il reparto di Medicina d’accettazione e d’urgenza. Infermieri e unità di supporto prima classificati eroi e poi, vergognosamente senza il minimo rispetto della dignità professionale degli stessi, sbattuti senza alcuna regola da un reparto all’altro in spregio ad ogni dovuta considerazione. Successivamente, si decide di accorpare medicina e lungodegenza con relativa riduzione di posti letto di entrambi i reparti”.

E ancora il Nursind ricorda che “la sala gessi funzionante part-time, solo mattina o pomeriggio, prolungando le attese dei pazienti per l’immobilizzazione post-frattura. Mentre il reparto di Otorino è chiuso e accorpato alla Chirurgia generale, per riconvertire l’area per l’esecuzione dei tamponi che mai è stata utilizzata. Nonostante la nota di febbraio continua la carenza di personale infermieristico e ostetrico per garantire durante il turno notturno le unità necessarie anche per la sala operatoria interna. Registriamo l’assenza totale di personale di supporto anche in reperibilità nel complesso operatorio nelle ore notturne. Apprezziamo l’impegno della direzione sanitaria che ha ereditato una situazione disastrosa dal punto di vista organizzativo e di dotazione organica, ma ad oggi non si intravede soluzione ragionevole ed espone ad un possibile stress sanitario la struttura senza escludere nocumento per gli utenti. Chiediamo un ritorno alle normali attività con la relativa assunzione di personale infermieristico o saremo pronti a scioperare si sensi di legge”.

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