Nuovo Decreto a favore di giovani e donne: richiesta contributi

Il decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 4 dicembre, in Gazzetta Ufficiale dal 27 gennaio, introduce delle novità con la ridefinizione dei termini di accesso agli incentivi nei confronti di giovani e donne.

In particolare il decreto del MISE ridefinisce, per dare maggiore efficacia all’intervento, la disciplina di attuazione della misura di cui al capo I del decreto legislativo n. 185/2000 che persegue come scopo quello di sostenere in tutta Italia la creazione di micro e piccole imprese che abbiano partecipazione totale o prevalente di giovani e donne.

Si propone dunque di sostenere lo sviluppo della nuova imprenditoria giovanile e femminile migliorando le condizioni di accesso al credito e alla concessione di contributi a fondo perduto nei limiti previsti. Criteri e modalità per la domanda ancora non sono stati resi noti ma da definirsi nel prossimo decreto.

REQUISITI RICHIESTI PER OTTENERE GLI INCENTIVI

ll decreto del MISE definisce i requisiti di accesso agli incentivi ovvero ai contributi a fondo perduto e al credito per l’autoimprenditorialità, per imprenditori giovani  o donne.

L’’articolo 5  stabilisce l’accesso alle agevolazioni per:

  • imprese;
  • persone fisiche;

Nello specifico i requisiti richiesti per le imprese sono i seguenti:

  • devono essere costituite da non più di 60 mesi alla data di presentazione della domanda di agevolazione;
  • di micro e piccola dimensione, secondo la classificazione contenuta nell’allegato I al regolamento GBER;
  • costituite in forma societaria;
  • imprese in cui la compagine societaria sia composta, per oltre la metà numerica dei soci e di quote di partecipazione, da soggetti di età compresa tra i 18 e i 35 anni o anche da donne.

Le imprese devono ancora avere questi ulteriori requisiti:

  • essere regolarmente costituite ed essere iscritte nel registro delle imprese. Le imprese che non dispongono di una sede legale e/o operativa nel territorio italiano devono essere costituite secondo le norme di diritto civile e commerciale vigenti nello Stato di residenza e iscritte nel relativo registro delle imprese;
  • essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non essere in liquidazione volontaria, non essere sottoposte a procedure concorsuali e non trovarsi in condizioni tali da risultare impresa in difficoltà, cosi come individuata all’art. 2, punto 18, del regolamento GBER;
  • non rientrare tra le imprese che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti individuati quali illegali o incompatibili dalla Commissione europea;
  • aver restituito somme dovute a seguito di provvedimenti di revoca di agevolazioni concesse dal Ministero.

Su primo punto sottolinea il decreto: “La disponibilità di almeno una sede sul territorio italiano deve essere dimostrata alla data di richiesta della prima erogazione dell’agevolazione, pena la decadenza dal beneficio, fermo restando il possesso, alla data di presentazione della domanda di agevolazione, degli ulteriori requisiti previsti dal presente articolo”.

Per quanto concerne  le persone fisiche che possono accedere alle agevolazioni del MISE per la nuova imprenditoria di giovani e donne il decreto specifica che le stesse: “Entro i termini indicati nella comunicazione di ammissione alle agevolazioni inviata dal soggetto gestore ai sensi dell’art. 8, comma 6, facciano pervenire la documentazione necessaria a comprovare l’avvenuta costituzione dell’impresa e il possesso dei requisiti richiesti per l’accesso alle agevolazioni di cui ai punti precedenti. Nel caso in cui la nuova società non dimostri l’avvenuta costituzione nei termini sopra indicati, la domanda di agevolazione è considerata decaduta”.

Il decreto del MISE chiarisce quali sono gli incentivi, come funzionano e quali sono i criteri per ottenere contributi a fondo perduto e accesso a credito per autoimprenditorialità, per giovani e donne.

In particolare, sono ammissibili alle agevolazioni le iniziative che prevedono programmi di investimento, realizzabili su tutto il territorio nazionale, promossi nei settori quali:

  • produzione di beni nei settori dell’industria, dell’artigianato e della trasformazione dei prodotti agricoli, ivi inclusi quelli afferenti all’innovazione sociale, intesa come produzione di beni che creano nuove relazioni sociali ovvero soddisfano nuovi bisogni sociali, anche attraverso soluzioni innovative;
  • fornitura di servizi alle imprese o anche alle persone, ivi compresi quelli afferenti all’innovazione sociale, come definita alla precedente lettera a);
  • commercio di beni e servizi;
  • turismo, ivi incluse le attività turistico-culturali finalizzate alla valorizzazione e alla fruizione del patrimonio culturale, ambientale e paesaggistico, nonché le attività volte al miglioramento dei servizi per la ricettività e l’accoglienza.

I programmi di investimento devono essere realizzati entro 24 mesi dalla data di stipula del contratto di finanziamento. In particolare, in termini di incentivi e spese che possono essere ammesse, il decreto chiarisce che:

  • per le imprese costituite da non più di 36 mesi i programmi devono prevedere spese ammissibili, ivi comprese quelle afferenti i costi iniziali di gestione di importo non superiore a 1.500.000,00 euro al netto di IVA;
  • per le imprese costituite da più di 36 mesi i programmi devono prevedere spese ammissibili di importo non superiore a 3.000.000,00 di euro al netto di IVA.

Imprenditoria giovani e donne: come funzionano gli incentivi

Anche in questo caso, per capire nel dettaglio come funzionano gli incentivi per l’imprenditoria di giovani e donne occorre andare al testo del decreto del MISE che distingue le imprese con meno di 36 mesi di vita e quelle con più di 36 mesi. Nello specifico:

  • per le imprese con meno di 36 mesi gli incentivi assumono la forma di finanziamento agevolato, a un tasso pari a zero della durata massima di 10 anni, e di contributo a fondo perduto, per un importo complessivamente non superiore al 90 per cento della spesa ammissibile, fermo restando che il contributo a fondo perduto può essere concesso nei limiti del 20 per cento delle sole spese;
  • per le imprese con più di 36 mesi di vita gli incentivi assumono la forma di finanziamento agevolato, a un tasso pari a zero della durata massima di 10 anni, e di contributo a fondo perduto, per un importo complessivamente non superiore al 90 per cento della spesa ammissibile, fermo restando che il contributo a fondo perduto può essere concesso nei limiti del 15 per cento delle sole immobilizzazioni materiali e immateriali.

Le spese ammissibili pertanto sono per le imprese con meno di 36 mesi:

  • opere murarie e assimilate, comprese quelle riferibili ad opere di ristrutturazione dell’unità produttiva oggetto di intervento, nel limite del trenta per cento dell’investimento ammissibile,
  • macchinari, impianti ed attrezzature varie nuovi di fabbrica, ivi compresi quelli necessari per l’erogazione di servizi con la formula della sharing economy , purché strettamente necessari all’attività oggetto dell’iniziativa agevolata, dimensionati alla effettiva produzione ed identificabili singolarmente;
  • programmi informatici e servizi per le tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC), commisurati alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa, ivi compresi quelli connessi alle tecnologie e alle applicazioni emergenti di intelligenza artificiale, blockchain e internet of things ;
  • acquisto di brevetti o acquisizione di relative licenze d’uso;
  • consulenze specialistiche, nel limite del 5 per cento dell’investimento ammissibile;
  • oneri connessi alla stipula del contratto di finanziamento agevolato di cui all’art. 9 del presente decreto e, limitatamente alle imprese di cui all’art. 5, comma 4, oneri connessi alla costituzione della società.

Le spese ammissibili per i finanziamenti per l’imprenditoria di giovani e donne sono invece per le imprese con più di 36 mesi:

  • limitatamente alle imprese operanti nel settore del turismo, l’acquisto dell’immobile sede dell’attività, nel limite massimo del 40 per cento dell’investimento complessivo ammissibile;
  • opere murarie e assimilate, comprese quelle riferibili a opere di ristrutturazione dell’unità produttiva oggetto di intervento, nel limite del trenta per cento dell’investimento complessivo ammissibile;
  • macchinari, impianti ed attrezzature nuovi di fabbrica, ivi compresi quelli necessari per l’erogazione di servizi con la formula della sharing economy purché strettamente necessari all’attività oggetto dell’iniziativa agevolata, dimensionati alla effettiva produzione ed identificabili singolarmente;
  • programmi informatici, brevetti, licenze e marchi e commisurati alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa.

In seguito verrà disposto un decreto specifico per criteri e modalità di invio della domanda di finanziamento per l’imprenditoria di giovani e donne sotto forma di contributi a fondo perduto e credito per l’autoimprenditorialità. Per maggiori informazioni rimandiamo al testo del decreto del MISE in Pdf scaricabile e interamente consultabile.

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