Novità Assegno unico per i figli: adesso è legge, come fare domanda

Entrato come “decreto Ponte”, esce come legge, parliamo dell’assegno unico universale per i figli minori, che è stato convertito con l’ok definitivo della Camera (392 voti favorevoli e 29 astenuti).

Le agevolazioni previste dal decreto legge 79/2021 sono attive già dal primo giorno di luglio, ma entreranno a pieno regime a partire dall’1 gennaio del prossimo anno. Il decreto, non solo è un valido sostegno alle famiglie con figli minori a carico, ma anche un importante intervento volto a semplificare e riordinare la normativa vigente, perché andrà a sostituire l’assegno ai nuclei familiari con almeno tre figli minori, l’assegno di natalità, il premio alla nascita, il fondo di sostegno alla natalità, le detrazioni fiscali e l’assegno per il nucleo familiare.

Chi ha diritto all’Assegno unico per i figli?

Tutte le famiglie che non possono beneficiare del contributo per i nuclei familiari previsto dall’art. 2 del decreto legge n. 69/1988 e che godono dei seguenti requisiti:
– avere la cittadinanza italiana, di un altro Stato membro dell’Ue con titolarità del diritto di soggiorno o di uno Stato non appartenente all’Ue purché si abbia un permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo o un permesso di soggiorno per motivi di lavoro o di ricerca di durata almeno semestrale;
– essere soggetto al pagamento dell’imposta sul reddito in Italia;
– essere domiciliato e residente in Italia e avere i figli a carico sino al compimento del diciottesimo anno d’età;
– avere la residenza in Italia da almeno due anni, anche non continuativi, ovvero essere titolare di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato di durata almeno semestrale.

Appare scontato che, proprio in riferimento alla condizione economica, occorre essere in possesso di un’ISEE in corso di validità, anche perché sarà questo a determinare l’importo spettante.

Come fare la domanda per l’Assegno unico per i figli?

L’istanza per poter beneficiare del sostegno va inoltrata esclusivamente in modalità telematica entro e non oltre il 31 dicembre 2021, solo una volta e per ogni figlio. Sono autorizzati a ricevere la domanda l’INPS, gli istituti di patronato e di assistenza sociale.