Gravidanza e parto in casa per paura a seguito della pandemia da Covid: una madre ci racconta

La gravidanza è una fase delicata in cui ci si temono infezioni che possono creare danni allo sviluppo del feto e renderla complicata. A seguito alla pandemia da Coronavirus, molte donne scelgono il parto in casa per dare alla luce il proprio bambino. Prima della pandemia da Covid-19 circa lo 0,05-0,1% delle donne sceglievano il parto in casa e desideravano avere maggiore padronanza del proprio corpo senza il condizionamento di interferenze mediche, sentendosi più a proprio agio in un ambiente intimo e confortevole.

Ebbene, questo trend è aumentato negli ultimi mesi proprio per  la volontà di evitare gli ospedali, per effetto della pandemia da Covid-19, considerati luoghi dove si è esposti a un possibile contagio. Gli esperti della Società italiana di neonatologia, ribadiscono che l’ospedale resta il luogo più sicuro per far nascere un bambino.

Un parto in ambiente extraospedaliero o a domicilio potrebbe essere pericoloso in alcune situazioni. In caso di complicazioni improvvise e non prevedibili per madre o figlio, l’assistenza che si può fornire dopo un parto in casa è di qualità inferiore rispetto a quella fornita da un punto nascita.

Se la volontà di una mamma è, comunque, quella di partorire in casa, per affrontare la nascita nelle condizioni di maggiore sicurezza possibile, occorre che entrambi i genitori siano adeguatamente informati di rischi e limitazioni del parto in casa e che questo sia pianificato a patto che la gravidanza e la nascita siano a basso rischio.

Inoltre deve essere garantita la disponibilità di una rete di soccorso urgente in caso di trasferimento in ospedale. Il parto a casa deve essere insomma parte di un sistema di assistenza alla gravidanza e al parto ben integrato con le strutture ospedaliere. A tale proposito una madre ci racconta della sua esperienza del parto in casa.

Come mai hai deciso di partorire in casa? “Per me, il fattore più importante è stato il fatto che ci tengo moltissimo al parto naturale, e credo che partorire sia una cosa normale, sana, e sacra. Il mio corpo ed il mio bebè sanno cosa fare, e questo processo istintivo, intimo, delicato, funziona meglio quando ci sentiamo in sicurezza. Per dare a me ed alla mia famiglia una probabilità più alta di avere un parto naturale, senza interventi, ho deciso di non andare all’ospedale. Volevo mettere al mondo il mio bebè nel calore del nido, circondato da famiglia ed amore”.

Hai dovuto seguire un corso o una preparazione particolare durante la gravidanza? Chi ti ha assistito durante l’attesa e durante il parto in casa? “No, però va detto che con le ostetriche riceviamo una preparazione 10 volte migliore rispetto a quella data dai dottori. Dopo 9 mesi spesi a costruire una relazione di fiducia con le ostetriche, avevo la conoscenza e la sicurezza necessarie per avere il controllo del mio parto, fidarmi di me stessa e riuscire a mettere il mio bambino al mondo”.

Che ruolo ha avuto la tua famiglia, a cominciare dal tuo compagno, durante il travaglio e il parto? “Il mio compagno è stato con me dall’inizio alla fine, fisicamente ed emotivamente. Uno dei principi di base delle ostetriche è di lasciare la madre in travaglio il più “tranquilla” possibile, senza parlarle, senza sottoporla ad esami, ecc. Loro ti aiutano al massimo a creare la tua “bolla” ed a rimanerci dentro, nel modo più naturale possibile. Quindi, una volta creata questa bolla, c’eravamo io e il mio compagno ed è stato un bravissimo accompagnatore, era molto tranquillo e mi dava forza e coraggio solo essendo là con me. Il supporto della mia famiglia è stato fondamentale”.

Come eravate attrezzati per eventuali emergenze? “Le ostetriche sono addestrate per qualsiasi emergenza, e se non possono fare il necessario, trasferiscono la madre in ospedale. Lavorano sempre in squadra, e quindi se succede qualcosa dopo il parto ce n’è una per occuparsi della mamma e una per seguire il neonato. In questo la procedura è la stessa, sia a casa che al centro nascita”.

Lo rifaresti? Lo consiglieresti a una mamma in attesa? “Assolutamente sì, senza esitazione, lo consiglio a qualsiasi mamma che abbia il supporto adatto, e che sente la sicurezza che il suo corpo è fatto per far nascere il proprio bimbo. In ogni caso, la cosa più importante per la donna che partorisce è di sentirsi sicura e a proprio agio”.

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