“Facimmu na partita ‘e catti”? Le tradizioni della nostra regione

expert banner 7 marzo

Con le festività natalizie ci troviamo come ogni anno a rivivere le tradizioni della nostra regione, antiche e nuove, folcloristiche, religiose e gastronomiche. Pranzi e cene che durano per ore, ma che spesso terminano in una divertente partita a carte, in famiglia e tra amici (quest’anno solo con parenti e amici ristretti)

Le carte siciliane, sono tra i giochi più diffusi e praticati, specialmente in occasione delle festività natalizie dove si riesce a mettere temporaneamente da parte la quotidianità per rilassarsi. Vediamo quali sono i giochi di  carte  più diffusi  Sicilia, tra vecchie e nuove tradizioni.

Un gioco antico, ma ancora diffuso in Sicilia è quello del Cinquecento.  Le  regole sono le stesse  di base della briscola, si gioca in due o in quattro (due coppie) e occorre un mazzo di 40 carte. Queste seguono lo stesso ordine di presa della briscola, quella con il valore più alto è l’asso, seguono il tre, re, cavallo, fante, sette, sei, cinque, quattro due. Nel Cinquecento è possibile fare dichiarazioni (cantare). Durante la smazzata, un giocatore può cantare e incassare  40 punti, ma per farlo deve avere una coppia cavallo-re, vale a dire una Marianna. Il seme della Marianna sarà il seme di briscola, che battono le carte di tutti gli altri semi. Dichiarazioni a parte, il gioco per il resto si svolge come nella briscola e alla fine vince il primo giocatore che raggiunge i 500 punti.

Tra i giochi più praticati a Natale c’è il Cucù. Occorre un mazzo di 40 carte, che vengono distribuite dal mazziere in senso antiorario. A ogni giocatore va una carta e può decidere se scambiarla o meno con la persona alla sua destra. Quest’ultimo non può rifiutare lo scambio, a meno che non abbia un re: in questo caso deve scoprire la sua carta dicendo Cucù! Terminato il giro, si scoprono le carte e perde chi ha in mano la carta più bassa. Chi perde deve cedere una delle sue tre puntate e quando le ha perse tutte e tre è eliminato. Si procede finché non rimane un solo giocatore, che si aggiudica tutto il banco.

Un altro gioco della tradizione natalizia è il sette e mezzo. Lo scopo del gioco è raggiungere un punteggio il più vicino possibile al sette e mezzo, senza sballare e battendo allo stesso tempo il punteggio del mazziere. In caso di parità vince il mazziere, a meno che il giocatore non abbia un sette e mezzo fatto da due carte dello stesso seme oppure un sette e mezzo fatto dalla matta e da una figura. Si gioca con il mazzo da 40 carte, il valore delle carte corrisponde al loro valore numerico, mentre le figure valgono mezzo, tranne la matta, che in Sicilia corrisponde di solito al re d’oro.

Ma non dimentichiamo i giochi più comuni,  che sono, la briscola, la scopa e il “tivitti’” (“ti ho visto”). Un gioco piuttosto caratteristico e divertente, invece, è la tombola siciliana, diversa da quella che si gioca  nel resto d’Italia. Per fare questo gioco bisogna munirsi di due mazzi di carte siciliane, uno dei quali servirà da “cartelle” per ciascun giocatore e sarà, quindi, scoperto sul tavolo; il secondo, invece, servirà per estrarre le carte uguali, che saranno poi voltate. Come per la tombola ci sono, l’ambo, il terno, la quaterna, la cinquina e la tombola, quest’ultima ottenuta una volta voltate tutte le carte della propria cartella.

Ottica Franco
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