Dati Covid falsati in Sicilia: tutti presi in giro e adesso gravi restrizioni e conseguenze

Troppe belle notizie nelle ultime settimane, negli ultimi mesi. E la Sicilia sembrava in controtendenza rispetto al resto dell’Italia, in termini di contagi, decessi, tamponi. Adesso ci siamo risvegliati dal sonno in cui ci hanno lasciato cadere. Vivevamo, nonostante tutto, in un sogno e non nella realtà.

Da ieri si parla di dati falsati riguardo l’emergenza sanitaria in Sicilia causata dal Covid. Da novembre, almeno, se l’elaborazione falsata dei dati fosse confermata, tutte le scelte a livello locale e regionale sono state influenzate da una situazione costruita ad hoc e non da quella reale.

Vero è che comunque i casi di soggetti positivi, di decessi e il numero dei tamponi non sono stati cancellati ma spalmati in un periodo più esteso in modo da accantonarne una parte quand’erano troppi e metterli nel conto in quei giorni in cui se ne registravano di meno. Questo secondo l’accusa mossa a carico dei soggetti coinvolti nell’indagine avviata dal NAS di Palermo, unitamente al personale del Comando Provinciale di Trapani.

Ma in termini spiccioli cosa significa tutto questo? Innanzitutto un blocco temporaneo dei report giornalieri, cosa che già si è verificata, ma anche una maggiore rigidità nei controlli al momento della raccolta dei dati e se veramente esistono giornate di piena e giornate di magra, molto probabilmente i siciliani saranno soggetti a nuove restrizioni con conseguenze, questo è quello che si teme maggiormente, più gravi da punto di vista sociale ed economico.