Coronavirus, manovre europee: confronto impari senza sforamento del Patto di stabilità sarà disastro

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Coronavirus, manovre europee: confronto impari senza sforamento del Patto di stabilità sarà disastro. Analizziamo misure adottate da alcuni Paesi

L’emergenza coronavirus sta mettendo a serio rischio l’economia mondiale, tutti gli stati stanno intervenendo per fronteggiare anche questa emergenza, la manovra ci imponente e degli USA dopo che la politica ha tolto le casacche da tifoso e insieme hanno raggiunto un’intesa su un maxi piano di sostegno da 2000 miliardi di dollari, anche l’Europa sta cercando soluzioni e misure, l’Italia per quanto può sembrare strano è stata tra le prime a varare misure di sostegno al reddito.

Confrontare le manovre tra i vari paesi oggi è impossibile per tanti aspetti sia per le misure strutturali già presenti in ognuno di esse e perché la portata delle misure messe a disposizione vanno analizzati anche per il numero della popolazione (esempio gli USA stanziano 2000 miliardi di dollari ma buona parte di questi sono a sostegno delle misure sanitarie, dato che negli USA la sanità non è pubblica), inoltre, esistono interventi già approvati e che prevedono un massiccio aumento delle spese e quindi del deficit, come in Italia e Germania, in altri Paesi, come la Spagna, le cifre annunciate dal governo (200 miliardi) riguardano prevalentemente le garanzie di liquidità offerte alle imprese del Paese, proviamo a vedere le misure, come riportato da uno studio dettagliato realizzato da repubblica.it

Italia, 25 miliardi per il Cura Italia

Tra i primi a intervenire direttamente a sostegno della propria economia c’è stata l’Italia. Il governo ha deciso con il decreto Cura Italia un intervento da 25 miliardi di euro (circa 1,5 punti di Pil) che include tra le altre cose nuovi risorse per il sistema sanitario, fondi per la cassa integrazione, un estensione del congedo parentale e un bonus per lavoratori autonomi, stagionali e altre categorie. Sul fronte delle imprese lo stesso pacchetto assicura maggiori liquidità e credito alle imprese per 350 miliardi ed euro.

Germania, rotto il tabù del pareggio di bilancio: in campo 156 miliardi

Molto massiccio anche l’intervento messo in campo dalla Germania. Il governo ha annunciato lunedì una manovra da 156 miliardi di euro, pari a circa il 5% del Pil, di cui 50 destinati alle piccole aziende con un sussidio da 9000 euro per quelle con meno di 5 dipendenti, che potrà salire a 15 mila per quelle con meno di 10.  Accanto a queste misure, verrà costituito un “fondo per la stabilizzazione dell’economia” 600 miliardi di euro con contiene garanzie di credito per 400 miliardi e nuove risorse per la Cassa crediti per la ricostruzione (KfW).

Francia, 45 miliardi anti-crisi. Spagna, 200 miliardi per le imprese

Di portata minore l’intervento annunciato la scorsa settimana dal ministro dell’economia francese Bruno Le Maire. il governo dispiegherà un pacchetto di misure da 45 miliardi di euro, oltre a 300 miliardi di euro di garanzie per le imprese travolte dal coronavirus. Anche la Spagna si è mossa annunciando la scorsa settimana parlando di “200 miliardi” a sostegno delle imprese statali. Anche in questo caso, tolto il contributo dei privati, si tratta di 117 miliardi di garanzie di liquidità offerte dallo Stato.

Stati Uniti, manovra shock da 2000 miliardi di dollari

Per il momento un dettaglio delle misure che la Casa Bianca vuole mettere in campo per fronteggiare l’emergenza ancora non c’è. L’importo complessivo sul piatto dovrebbe raggiungere i 2000 miliardi di dollari, quasi un decimo dell’intero Pil del Paese.

Di questi, circa 500 milioni sarebbero destinati a pagamenti diretti verso i cittadini americani, con assegni fino a 1200 euro a testa, in base al reddito, per gli adulti che guadagnano fino a 75 mila dollari, oltre ad un contributo alle famiglie fino a 3000 dollari. Altri 500 miliardi sarebbero dedicati all’emergenza liquidità per le imprese in crisi e 150 miliardi destinati agli ospedali.

Russia, Putin tassa gli oligarchi

Il presidente russo, Vladimir Putin, tira in campo oligarchi e benestanti in Russia per combattere il coronavirus. In una mossa definita da alcuni puramente populista, nel suo discorso alla nazione sulla situazione legata al Covid-19 in Russia, il presidente ha chiesto al governo di aumentare fino al 15% l’aliquota fiscale sui capitali russi depositati in conti esteri e offshore e di modificare, di conseguenza, gli accordi contro la doppia imposizione con i Paesi stranieri. Ha inoltre chiesto l’introduzione di una tassa del 13% sui redditi derivati da depositi bancari e titoli azionari, a condizione che il capitale investito sia superiore al 1 milione di rubli (circa 12 mila euro). I proventi di queste nuove misure andranno a finanziare il pacchetto di misure a sostegno di business e famiglie per far fronte alla crisi generata dall’epidemia.

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