Caltagirone, tela di San Bonaventura: la parola ai protagonisti sul ritrovamento

Il 2 Ottobre 1990, dalla Chiesa di San Bonaventura venne rubata la prestigiosa tela che ritrae il Santo mentre riceve la comunione da un angelo. Dopo 28 anni, grazie al prezioso lavoro dell’Arma dei Carabinieri, la tela è stata ritrovata. L’opera si trovava nei pressi del Crocifisso del cortile della Parrocchia S. Michele Arcangelo di Catania, il ritrovamento è stato prontamente denunciato dal parroco Di Bella.

Ieri mattina presso il salone del Vescovo del Museo Diocesano di Caltagirone, si è tenuto un incontro di formazione, tra i presenti: il Maggiore Luigi Mancuso, Comandante del nucleo carabinieri TPC di Palermo, che insieme  ai suoi uomini ha condotto le indagini del ritrovamento del dipinto; il sindaco Ioppolo; il Vescovo di Caltagirone Calogero Peri; Don Fabio Raimondi direttore dell’Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Caltagirone; Angelo Sciuto, incaricato diocesano per la promozione del sostegno economico alla Chiesa Cattolica con l’8xMille. La presentazione della tela è stata l’occasione per far conoscere e promuovere l’operato della Chiesa cattolica Italiana a vantaggio dei beni culturali ecclesiastici e di tutto il lavoro svolto grazie ai fondi dell’8xmille alla Chiesa Cattolica.

Il Tenente Colonnello Mancuso: «Esiste un nucleo dei carabinieri per la tutela del patrimonio artistico culturale a livello nazionale dedicato esclusivamente al contrasto del traffico illecito di opere d’arte. Questi nuclei operano in stretta sinergia con l’arma territoriale, in questo caso c’è stata una forte collaborazione tra il nucleo operativo tutela del patrimonio culturale e la stazione di Nesima nel cui territorio è stato ritrovato il dipinto. C’è stato il massimo impegno da parte nostra e da parte dell’arma territoriale, noi cerchiamo inoltre di promuovere la cultura della legalità, siamo impegnati in vari incontri con scuole, università e con enti che tutelano il patrimonio culturale, oltre a curare principalmente l’aspetto investigativo».

Il sindaco Gino Ioppolo: «È una giornata da salutare positivamente perché un’autentica opera d’arte ritorna nella disponibilità dei legittimi proprietari, con la possibilità di essere ammirata da tutti coloro che hanno a cuore il nostro passato e il nostro futuro che è fatto di arte, cultura, turismo. Sentimenti di gratitudine nei confronti dell’arma dei carabinieri della sezione che specificatamente si occupa di fronteggiare il traffico del trafugamento delle opere, menzione speciale anche per la Chiesa di San Bonaventura e tutto il complesso conventuale. Un patrimonio che deve essere valorizzato, l’amministrazione comunale ha fornito un contributo al FAI per la raccolta delle firme intitolata ai luoghi del cuore, è un primo tentativo che porterà all’attenzione della città e non solo, quel complesso conventuale, monumentale che la Diocesi e Don Raimondi stanno sfacendo in modo che rimanga aperta il più possibile essendo un vero scrigno di tesori non solo religiosi ma anche civili”.

L’incaricato Angelo Sciuto: «I fondi dell’8xmille servono principalmente per le opere caritatevoli, le opere di culto e il sostentamento clero, nella nostra diocesi c’è grande attenzione per le attività caritatevoli e le opere di recupero e restauro delle Chiese. Con l’8xMille sono stati finanziati progetti importanti come il recupero della basilica di San Giacomo e una serie di interventi di manutenzione delle grandi opere d’arte. La giornata di oggi è importante per Caltagirone perché dopo 28 anni viene restituita un’opera d’arte di grande valore, è inoltre un’opportunità che testimonia quanto sia significativo sensibilizzare e donare all’8xMille».

Don Fabio Raimondi: «Siamo felici del ritrovamento del quadro e inoltre questo offre la possibilità di far conoscere quanto lavoro c’è dietro, inoltre da segnalare la grande collaborazione con il nucleo di tutela del patrimonio culturale dei Carabinieri e la Chiesa cattolica. In questa occasione restituiamo alla collettività una tela che è stata rubata nel 1990, l’esposizione all’interno del Museo fino al 31 marzo sarà accompagnata da una serie di contenuti legati ad un documento costituito tra CEI e Carabinieri, oltre che l’occasione di promuovere l’8xmille».

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