Caltagirone, si chiudono i festeggiamenti di San Vincenzo dé Paoli

Il quartieri Semini, uno dei più popolati della città di Caltagirone, ha vissuto dal 4 al 7 Ottobre una serie di eventi in onore di San Vincenzo dé Paoli durante i festeggiamenti religiosi si è svolta anche la 1° Festa dell’Autunno con una serie di spettacoli in nome dei sapori, delle radici e delle tradizioni.

Per la festa religiosa tanti sono stati i momenti di preghiera e di celebrazioni eucaristica, con incontri dedicati alla famiglia, alla chiesa e alla speranza e sofferenza di cui principali protagonisti sono stati i catechisti, i neocatecumeni e i gruppi famiglia a chiusura di questi incontri si è celebrata la Santa Messa con la presenza del vescovo della Diocesi. Mons. Calogero Peri, che si è svolta domenica 7 sul sagrato della Chiesa dedicata anche a Santa Teresa di Calcutta, successivamente sono state portate in processione le due statue per le vie del quartiere.

La parte folkloristica della festa che si è svolta in contemporanea, ha coinvolto numerosi giovani e non, il programma pieno di appuntamenti, con musica, ballo, giochi antichi, tornei, mostra di dipinti e oggetti tradizionali e in particolare alcuni stand in cui era possibile gustare i sapori siciliani e calatini, come la cubbaita e giuggulena, fico d’india, succo di arancia, dolci, ceci, cuccia, i “pummarori sciucati”  e la pasta della “scarpara” di cui la ricetta resta segreta, la prima serata svoltasi presso la scuola media del quartiere ha visto l’esibizione del maestro di arti marziali Scaffazzilo, il solista Giaccotto Nino e il duo folkloristico Bellamorea, la seconda serata è stata dedicata al ballo e al karaoke, le terza e quarta invece ha visto protagonisti le cantanti calatine Ivana Grasso e Caterina Mazzei e la scuola di ballo del maestro Fabrizio Carcaci.

A destare tanta curiosità sono stati anche i tornei di carte con giochi ormai quasi dimenticati come il tivitto, quarantuno ma anche la corsa con i sacchi e il tiro alla fune, cosi come i giochi antichi che sono state una vera novità per i bambini, nessuna playstation e nessun smartphone ma passo e pesso, balanza, caramatti, fuma fuma canighia e tanti altri, un passo indietro alla nostra storia e alle nostre radici, quando la strada era il luogo in cui si giocava e cresceva. Alla fine spettacolari i fuochi d’artificio, che hanno finalmente fatto vivere una serata da protagonista ad un quartiere spesso dimenticato e isolato ma che invece ha dimostrato di essere vivo e partecipe.

Soddisfatto della buona riuscita della festa il parroco, Enzo Mangano, “ci siamo imbarcati in questa avventura, appena un anno che sono qui, ma ho subito detto alla gente che non potevamo restare solo dentro i confini della Chiesa con la parte liturgica ma sarebbe bello inventare qualcosa, cosi è nata la prima Festa dell’ Autunno che non nasce solo per fare cassa ma soprattutto per lanciare un messaggio culturale, mettendo in primo piano i sapori, le tradizioni, le radici e il folclore, nel programma ci sono molte specificazioni come i giochi antichi dove abbiamo coinvolti numerosi ragazzi ma sono certo che possiamo fare ancora di più, la mostra degli utensili antica una ricerca che ha coinvolto numerose famiglie fino a raccogliere oltre 400 oggetti u cavaca conta, u spiriteri, u ferru a carbuni e tanti altri. Tutto questo è frutto della mia esperienza missionaria non si può lavorare solo a livello pastorale ma dobbiamo testimoniare fuori dalla Chiesa. Il quartiere ha risposto benissimo, tanto che la Chiesa è sempre piena durante le celebrazioni eucaristiche, non erano abituati a vivere momenti cosi intensi ma io ci lavoro da tanto, questo è solo l’inizio grazie al patrocino del comune abbiamo realizzato degli stand ma la mia idea era poter lanciare anche il mercatino della solidarietà, per quest’anno non ci sono riuscito ma sarà un progetto su cui lavorerò. Non ci fermeremo a questo, con il prossimo Natale  porteremmo la novena nelle case dei parrocchiani e nei luoghi del quartiere,  al freddo e al gelo, abbiamo anche realizzato il grest con tantissimi bambini che hanno potuto visitare luoghi aperti, come la fontana del cacciatore.

Ringrazio l’amministrazione comunale e con commozione anche tutti i parrocchiani che sono stati fondamentali per la riuscita della festa. Il messaggio che lancio è quello di accogliere bene e evangelizzare”

Durante i festeggiamenti è intervenuto il sindaco Ioppolo, “questa città ritorna a trovare il gusto dello stare insieme, abbiamo numerose difficoltà finanziarie ma abbiamo fatto tanto per dare una maggiore stabilità, contribuiamo a valorizzare la nostra città mantenendola pulita e pagando i tributi perché con i tagli dei governi sono indispensabili per garantire i servizi ma anche serate di aggregazione come queste, oggi abbiamo inaugurato il piano terra di Sant’Agostino, un passo importante perché diventi il Museo Regionale della Ceramica. L’obiettivo dell’amministrazione comunale è trasformare la città da potenzialmente turistica a dimensione turistica perché questo possa portare benessere e valorizzare tutte le nostre bellezze culturali e artigianali. La strada non è facile per i debiti ma stiamo lavorando per questo. Ringrazio padre Enzo Mangano per il suo impegno, ho cuore questo quartiere anche perché è quello dove ho deciso di vivere la mia vita”.

 

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