Caltagirone, i carabinieri devono arrestarlo ma lui minaccia suicidio

I carabinieri della Stazione di Caltagirone (Catania) hanno arrestato Marco Tasca, 42 anni, nell’esecuzione di un ordine per la carcerazione emesso dalla Corte di Appello di Catania. L’uomo, il 28 agosto del 2010, si rese responsabile, in concorso con altre due persone, istigate tutte dalla moglie della vittima, dell’omicidio di Giuseppe Giandinoto, all’epoca 40enne.

Era stato condannato definitivamente nei tre gradi di giudizio a 15 anni di reclusione e alla misura di sicurezza della libertà vigilata per 3 anni (fine pena prevista per il 21 novembre 2025 in quanto in parte già estinta). Ieri sera, al momento dell’accesso dei militari all’interno della sua abitazione, si è rifugiato in camera da letto da dove sotto il guanciale ha estratto un coltello con il quale ha minacciato di uccidersi, puntando l’arma alla gola pur di non essere arrestato e rinchiuso in carcere.

Solo dopo una lunga trattativa, gestita in prima persona dal comandante della Stazione, l’uomo ha deciso di arrendersi e consegnare il coltello ai carabinieri.

Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 per medicare delle lievi ferite che il 42enne si era procurato agli avambracci. L’arrestato, al termine delle formalità di rito, è stato rinchiuso nel carcere di Caltagirone.

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