Caltagirone, Denise Ragusa: “Fare ricerca richiede motivazione e coraggio”

Caltagirone, Denise Ragusa: “La ricerca richiede motivazione e coraggio”. Intervista esclusiva alla biologa calatina che lotta per i tumori infantili.

Caltagirone. Denise Ragusa è una ragazza calatina che si è laureata alla Brunel University di Londra e dottoranda alla Brunel Graduate School. Abbiamo intervistato la finalista del premio Three Minute Thesis (3MT®), e vincitrice del primo premio conferito dalla giuria e seconda al People’s Choice Award (voto del pubblico)

La sua passione per la ricerca è nata grazie al tirocinio svolto durante il corso di studi. Ci ha raccontato la sua esperienza e come il laboratorio non è solo un’insieme di provette colorate. Dentro una stanza è racchiusa una lotta continua, che viene portata avanti giorno dopo giorno, e che non sempre è rose e fiori. Nel lavoro di laboratorio si possono trovare due tipologie di studi: uno studio che si basa sulla letteratura e raccolta dati e un secondo tipo che consiste nella ricerca nel senso più scientifico.

Lavorare in un laboratorio ha i suoi contro: gli errori scoraggiano e mettono a rischio la pazienza di chi passa ore e ore dietro a quelle provette non proprio colorate e circondato da strumenti. Ma basta un piccolo cambiamento e tutto il tempo fatto di sconsolazione e insuccessi diventa un passo avanti per una grande scoperta.

Proprio durante il tirocinio del secondo anno ha scoperto la sua passione e messo appunto la sua tesi sperimentale basta sullo studio dei cromosomi e della leucemia infantile. Un argomento molto delicato ma che studia ogni giorno. Una patologia difficile che «nonostante tutto affascina, perchè le cause biologiche sono così semplici, non hanno il contributo di fattori esterni come negli adulti, proprio per questo la ricerca è necessaria!».

Sembra strano ma non dovunque i mezzi sono uguali. Ad esempio, in Inghilterra, le associazioni NO-PROFIT non hanno solo scopo di sensibilizzare ma anche di raccogliere fondi. Alla ricerca contribuiscono anche le industrie farmaceutiche che oltre a fornire i mezzi necessari, ricevono dalla ricerca delle migliorie per i propri prodotti a sua volta utili in laboratorio.

Il sogno nella tua vita?

«Al momento sto conducendo un dottorato di ricerca per Kidscan, associazione no-profit per i tumori infantili, ogni giorno cerco di campionare e riprodurre i modelli di ricerca per rari sottotipi di leucemia». Parliamo di tumori che colpiscono i bambini, soprattutto neonati, ed è difficile il trattamento e lo studio di campioni biologici. Con il campionamento è possibile studiare la patologia con i miglior mezzi, dato che basta confrontare un piccolo campione con il modello già predisposto.

Qual’è il tuo sogno? «Vorrei campionare più tipologie possibili di tumori per poter migliorare la ricerca di cure e di possibili soluzioni a lungo termine».

« Vorrei invitare chi vuole intraprendere il percorso della ricerca a non scoraggiarsi e combattere dietro le lenti del microscopio e in mezzo ai reagenti, perché anche un piccolo dettaglio può migliorare la ricerca scientifica; qualche lavoro ha alti e bassi, ma tutti gli alti in questo ambito compensa tutti i momenti in cui credi che non ne valga la pena. Serve motivazione e voglia di combattere!»

Un esempio di Donna e ricercatrice da ammirare e stimare. La dimostrazione che tutti nel nostro piccolo possiamo dare il contributo a grandi cose.

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Foto articolo: Denise Ragusa

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