Caltagirone, consigliere Di Stefano: “Al sindaco Ioppolo serve un bagno di umiltà”

Lo sfogo del consigliere comunale di Caltagirone, Enzo Di Stefano, non passa inosservato: «Un bel bagno di umiltà del capo dell’amministrazione, un suo porsi all’ascolto ed all’attenzione di ciò che avviene nel nostro Ente, farebbe bene non solo a lui ma anche all’interesse collettivo».

Quanto dichiarato si legge su un post che il consigliere ha pubblicato sul suo profilo Facebook che quei sotto riportiamo.

«Il “fuggi fuggi” in corso di dirigenti, istruttori direttivi, capi servizio, impiegati, al Comune di Caltagirone non è solo la conseguenza dell’entrata in vigore delle norme sulla “quota 100” e sulla “opzione donna”, che consentono l’anticipo pensionistico.

Il legittimo ricorso alle suddette possibilità in tanti casi è lo strumento per evadere e porre fine, ad un “clima irrespirabile” e ad una condizione lavorativa “insostenibile” di tanti dipendenti che pure avevano pensato di continuare ancora per qualche altro anno.

D’altra parte basta farsi un giro per gli uffici e parlare con i dipendenti per cogliere gli “umori” e comprendere le loro argomentazioni e le loro ragioni.

Sarebbe utile ed istruttivo anche per il Sindaco visitare tutti gli uffici comunali e parlare con i lavoratori per verificare gli esiti nefasti di una riorganizzazione delle aree e delle loro articolazioni interne, completamente sbagliata e non funzionale ad un Ente più efficiente.

Una riorganizzazione basata sulla volontà di punire dirigenti ritenuti politicamente non allineati, su meri “capricci”, sul messaggio ad uniformarsi al pensiero unico dominante, anziché fondata sul merito, sulla valorizzazione delle capacità professionali e lavorative dei dipendenti che sono tante, rilevanti, ed apprezzabili. E lo dico con cognizione di causa, per diretta e lunga conoscenza in proposito.

Un bel bagno di umiltà del capo dell’amministrazione, un suo porsi all’ascolto ed all’attenzione di ciò che avviene nel nostro Ente, farebbe bene non solo a lui ma anche all’interesse collettivo.

Ne potrebbe ricavare, se solo lo volesse, utili indicazioni per ripensare e correggere una Macrostruttura che così come è può solo arrecare ulteriori danni.

Non farlo significa condannare il nostro Comune ad ANDARE A SBATTERE CONTRO UN MURO, e con esso i cittadini».

Ecco qui sotto il post pubblicato su Facebook:

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