Caltagirone, cercasi “Assessore alla cultura”

A Caltagirone, ancora una volta, viene denunciata la “scomparsa” dell’Assessore alla Cultura.

Infatti, la giunta del Sindaco Gino Ioppolo è sprovvista di assessore al ramo culturale da ben due anni e mezzo. Già sono davvero molti, considerato che l’amministrazione è giunta a metà mandato!

La denuncia proviene da Enzo Di Stefano, consigliere comunale d’opposizione, il quale sia in consiglio sia sul proprio profilo Facebook spinge e “punzecchia” l’amministrazione comunale tutta su tale argomento.

Pertanto, leggiamo e pubblichiamo dal profilo Facebook del consigliere Di Stefano, l’appello in versione integrale rivolto al Sindaco e alla sua amministrazione.

Enzo Di Stefano afferma:

“La Giunta Ioppolo al momento del suo insediamento, metà anno 2016, era composta da 5 assessori oltre al sindaco. Oggi, 2 anni e mezzo dopo, a metà mandato, la stessa è composta da 3 assessori oltre il sindaco. 
Infatti, il primo ad andare via, dopo un anno, fu l’assessore alla Cultura, allo Sport ed alle Tradizioni, Vito Di Cara, che si dimise il 20 Giugno 2017, ormai 17 mesi fa; Di Cara non è stato mai sostituito ed il sindaco ha avocato a sè le deleghe. Il secondo componente della giunta ad andare via è stato l’assessore alle Finanze e Bilancio ed alle politiche strategiche di sviluppo socio-economico e del centro storico, Massimo Giaconia, che con una comunicazione in Consiglio Comunale il 3 Ottobre scorso, e qualche giorno dopo in una conferenza stampa,rassegnò le proprie dimissioni. Non ci risulta alcun atto amministrativo con il quale il sindaco stabilisce a chi sono andate quelle deleghe. Un organo di governo della città incompleto ed oggettivamente indebolito, con una giunta monca che ha perso 2 componenti su 5, non può assere una questione personale e/o politica del Sindaco Ioppolo. Il Capo dell’Amministrazione, infatti, rispondendo in Consiglio Comunale, il 3 ottobre scorso, dopo l’ennesima sollecitazione mia, dei consiglieri del mio gruppo e dell’opposizione al riguardo, ha risposto interrompendomi e sfidandomi a dimostrare quale norma di legge lo obbliga a nominare assessori in sostituzione di quelli dimessi.
Si tratta, al contrario, di una questione di rilevanza prettamente istituzionale e di rispetto nei confronti dei cittadini elettori ai quali il candidato sindaco Ioppolo, poi eletto, ha sottoposto un programma di mandato amministrativo impegnandosi con loro a realizzarlo nei cinque anni con 5 assessori. E’ del tutto evidente che una giunta con 2 assessori su 5 in meno potrà portare avanti, e realizzare, un’attività amministrativa più ridotta, meno incisiva ed inevitabilmente più rallentato. Ed a maggior ragione se si tratta di deleghe di importanza cruciale come quelle della Cultura, dello Sport, del Bilancio, delle politiche strategiche di Sviluppo socio-economico e del Centro Storico.
Quanto poi al fatto che, oltre all’affermazione che la legge non lo obbliga a sostituire gli assessori dimessi, ritiene che tutto va bene, madama la marchesa, poiché ha avocato a sè le deleghe che furono d Di Cara (non sappiamo quelle di Giaconia), pensa davvero il Sindaco Ioppolo di prende in giro noi ed i cittadini di Caltagirone?
E’ di palmare evidenza che delle due l’una: 1) o queste deleghe avocate a sè, in aggiunta a quelle trattenute dall’inizio del suo mandato (ad esempio il turismo), sono avocate solo formalmente, e quindi restano sulla carta; 2) oppure vengono effettivamente esercitate, con la conseguenza, che questo esercizio toglierà tempo ed energie da utilizzare per altre attività amministrative, emergenze, sui mille fronti sui quali qualuque sindaco deve essere quotidianamente impegnato, depotenziando così l’azione amministrativa e riducendone l’efficacia, l’efficienze e, in definitiva, i risultati. Nè vale l’argomento, da egli usato, che comunque ha nominato un consulente alla Cultura, il Prof. Giacomo Pace Gravina,che per quanto bravo e capace possa essere (ed il Prof. Pace lo è senz’altro, oltre ad essere un galantuomo), è pur sempre un consulente, cioè si limita a fornire consigli, non occupandosi invece, come deve fare l’assessore, dell’azione amministrativa quotidiana, Ma allora perchè il Sindaco si ostina, dopo 17 mesi su 29 di mandato, a non nominare il nuovo assessore alla Cultura? E perchè sul nuovo assessore al Bilancio siamo alla fase “NON PERVENUTO”? Siamo lontani dalla verità se affermiamo che il Sindaco sta badando agli interessi della sua parte politica, anzichè perseguire quelli generali delle istituzioni e della comunità di Caltagirone?
Siamo lontani dalla verità se diciamo che nominando un assessore scontenta 100 aspiranti e soprattutto rompe gli equilibri politici così faticosamente raggiunti con la sua coalizione in illo tempore, in occasione delle elezioni amministrative del 2016? Ma può un Sindaco che persegua gli interessi generali della propria comunità posporre questi, piegandoli agli interessi politici suoi e della sua parte?”.

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