Aumentano casi in Italia: ci sarà coprifuoco nelle ore serali?

Durante la Conferenza Stato-Regioni si è discusso di nuove norme da imporre su tutto il territorio nazionale. Non si esclude la possibilità di un coprifuoco. Arriva una nuova stretta a causa della risalita dei contagi, che preoccupa il Ministero della Salute e potrebbe portare ad una seconda ondata.

Ḕ stato argomento della riunione straordinaria della Conferenza Stato-Regioni già conclusa. L’obiettivo sarebbe quello di applicare norme uguali per tutti al fine di tenere sotto controllo la curva dei contagi. Le misure di contenimento del contagio saranno, quindi, uniformate su indicazione del Ministero della Salute, che ad esempio ha già stabilito delle procedure da mettere in atto per i rientri da viaggi all’estero.

Per quanto riguarda la movida, il Ministero della Salute non ha escluso provvedimenti estremi, come il coprifuoco, per evitare l’aumento dei contagi sul territorio.

Una riunione importante che porta con sé nuove misure restrittive con lo scopo di evitare l’aumento dei contagi. Nella giornata di oggi, infatti, sono stati registrati 523 nuovi casi con sei decessi.

Anche in Europa la situazione non è delle più rosee: basti pensare alla Grecia, in cui è già arrivata la seconda ondata. Proprio per questo è stato necessario correre ai ripari. Ecco cosa è stato deciso nella Conferenza Stato-Regioni.

Il Ministro della Salute, Roberto Speranza, tramite un’ordinanza obbliga tutti coloro che hanno intenzione di tornare in Italia e che nei quattordici giorni precedenti hanno soggiornato o transitato in Grecia, Croazia, Malta e Spagna ad attestare di aver effettuato un tampone nelle ultime 72 ore. Nel caso in cui il tampone risultasse positivo scatterà la quarantena.

L’ordinanza prevede, in alternativa, anche l’obbligo di sottoporsi ad un test molecolare o antigenico all’arrivo in aeroporto oppure entro 48 ore dall’arrivo in territorio nazionale presso l’azienda sanitaria locale più vicina.

La scelta è stata presa con lo scopo di evitare la quarantena a tutti coloro che rientreranno dai Paesi sopracitati e di uniformare il quadro delle precauzioni tra i vari territori.

Il Governo ha richiesto una linea comune anche per quanto riguarda le misure da adottare per la movida. Molti dei nuovi contagiati, infatti, sono giovani a riprova che gli assembramenti in discoteche e in feste private rappresentano una delle principali cause di contagio.

Per questo si chiede alle Regioni uniformità nell’adozione delle misure di contenimento del contagio. Questo sarà possibile in primis mantenendo il divieto di assembramento e incrementando i controlli sui negligenti. Inoltre, il Ministero della Salute chiede di non autorizzare la riapertura delle discoteche e di tutti quei locali, anche all’aperto, dove centinaia di giovani sono soliti radunarsi, spesso incuranti delle misure di sicurezza. Se le regole continueranno a non essere rispettate non è da escludere l’adozione di provvedimenti estremi.

In particolare, nel caso in cui dovessero verificarsi ancora casi di assembramenti senza alcun controllo, il Governo potrebbe ripristinare l’obbligo di indossare la mascherina anche negli spazi all’aperto, così come il contingentamento degli ingressi nei luoghi al chiuso e nelle aree aperte al pubblico.

In extrema ratio resta anche la possibilità di un coprifuoco: un lockdown circoscritto alle ore serali, decisione già messa in atto da molti Stati in cui la curva dei contagi ha ricominciato la sua risalita.