
Oggi i magistrati siciliani hanno aderito allo sciopero indetto dall’Associazione Nazionale Magistrati (ANM) contro la riforma della giustizia.
Nel distretto di corte d’appello di Palermo, che comprende le sedi giudiziarie del capoluogo, di Agrigento, Trapani, Sciacca e Termini Imerese, l’adesione è stata del 70%. Sciopero anche a Catania, con un’adesione che si è attestata quasi al 70%. Anche a Caltagirone i magistrati hanno aderito allo sciopero, mentre in altre città come Messina ed Enna, sono stati organizzati eventi pubblici per spiegare le ragioni della protesta e coinvolgere la cittadinanza.
In generale, l’adesione allo sciopero dei magistrati in Italia è stata elevata, con una partecipazione vicina all’80%.
Una partecipazione massiccia se si considera che all’ultima astensione, organizzata per protestare contro la legge Cartabia, l’adesione fu del 48%. Per oggi, dunque, non si terranno le udienze, salvo che nei casi previsti dal codice di autoregolamentazione che impone la trattazione dei processi , ad esempio, con imputati detenuti o nell’imminenza di scadenza dei termini di custodia cautelare.
Un grido di allarme per la difesa della Costituzione e dei Diritti
“Quello di oggi è uno sciopero per la Costituzione e a difesa dei principi fondamentali ivi consacrati, primo tra tutti, quello dell’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge. Fosse dipeso da noi, ben volentieri avremmo trascorso la giornata di oggi in udienza, ma il momento è talmente grave che non potevamo fare altrimenti” dice il presidente dell’Anmdel distretto di Palermo Giuseppe Tango.
“I magistrati non stanno scioperando per difendere interessi di corporazione o di categoria – spiega – , ma avvertono, piuttosto, il concreto e serio pericolo che la riforma della Costituzione oggi in discussione renderà un cattivo servizio alle istanze di giustizia dei cittadini, dando loro minore tutele e garanzie, senza risolvere uno solo dei problemi concreti che affliggono la giustizia. Di fronte a questo pericolo non si può restare in silenzio”.
“Libertà che pensavamo ormai conquistate grazie al sangue versato dai nostri padri, rischiano di essere rimesse in discussione – prosegue – Lo sciopero va allora inteso come grido di allarme lanciato alla società civile, a tutte le donne e gli uomini di buona volontà, che sicuramente avranno capacità e voglia di ascoltarlo. Le toghe del distretto in piazza della Memoria, dietro al tribunale, hanno letto il comunicato dell’Anm che illustra le ragioni dello sciopero”.
