Caltagirone, Distretto socio – sanitario: previsti 500 mila euro per combattere il disagio

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Oltre 500mila euro per gli appartenenti alle fasce più deboli del territorio, con l’obiettivo di combattere il disagio e dare una mano a chi ha meno. Sono le risorse previste dal Piano di Zona 2018-2019 per i Comuni del Distretto socio – sanitario D13, che comprende Caltagirone (capofila), Grammichele, Vizzini, Mirabella Imbaccari, Mineo, San Michele di Ganzaria, Mazzarrone, San Cono e Licodia Eubea.  Le somme in questione sono assegnate in buona parte dalla Regione (380.402,84 euro), ma anche riconducibili ai fondi per l’integrazione socio – sanitaria dei disabili (108.686,53) e all’assistenza tecnica (25.791,86) necessaria per l’attivazione delle procedure per l’affidamento dei vari servizi. A queste risorse potranno aggiungersi quelle, attribuite su un plafond regionale di 643.986,63 euro, a quanti, fra i 55 distretti dell’Isola, daranno vita a forme associative fra i Comuni.

Alla conferenza dei servizi con i rappresentanti delle istituzioni sanitarie, delle associazioni di volontariato, delle cooperative sociali, delle agenzie educative e formative, svoltasi venerdì scorso al municipio e “utile – come sottolinea l’assessore al Welfare del Comune di Caltagirone, Concetta Mancuso – per raccogliere indicazioni da quanti operano sul territorio e individuare così le priorità di intervento”, seguirà, mercoledì 13 febbraio, alle 11,30, nella sala conferenze dell’ex Educandato San Luigi – convocata dal sindaco Gino Ioppolo -, la riunione del Gruppo di Piano e del Comitato dei sindaci per la redazione della prima bozza del Piano di Zona. Seguiranno, nei prossimi giorni e settimane, i tavoli tematici su minori, disabili, povertà e anziani, sino a giungere alla stesura definitiva del Piano, che dovrà essere presentato alla Regione entro il 7 marzo.

Le categorie a beneficio delle quali saranno approntati interventi sono: anziani, disabili (con l’assistenza all’autonomia e alla comunicazione, l’assistenza igienico – personale, il trasporto scolastico e nei centri terapeutici e i centri diurni) e minori, con la prevenzione dell’istituzionalizzazione attraverso l’educativa familiare. Si è convenuto di ridurre le azioni di sostegno al reddito in considerazione di altre iniziative di prossimo avvio su scala nazionale (reddito di cittadinanza)  e della condivisa esigenza di accrescere l’efficacia, con le risorse a disposizione, degli interventi considerati prioritari.

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