Modica, entusiastico e folto pubblico per la seconda giornata del convegno: Le famiglie aristocratiche di Modica: origini, sviluppo e politiche matrimoniali

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Come previsto si è svolto, ieri pomeriggio, presso la Biblioteca Comunale di Modica, nella sala “Raffaele Grana Scolari”, il secondo dei programmati quattro incontri dedicati alle famiglie aristocratiche di Modica.

L’incontro, diretto e organizzato dal dott. Carmelo Cataldi, esperto di araldica e di genealogia e moderato dal Prof. Girolamo Piparo, ha visto ieri sera, gli interventi di due autorevoli esponenti delle famiglie aristocratiche modicane, il prof. Giuseppe Ascenzo e il dott. Giorgio Polara.

Al Prof. Giuseppe Ascenzo, ordinario di Storia e Filosofia presso il Liceo Scientifico della città, è toccato illustrare le vicende storiche e politiche della famiglia Ascenzo, arrivata in Sicilia poco prima della guerra dei Vespri Siciliani dalla regione spagnola della Catalogna.

Uno tra i primi fu Giovanni Ascenzo, a cui venne affidata, nel 1301, da Federico III d’ Aragona, la castellania di Naro, nell’agrigentino, ove la famiglia si distinse in lunghe azioni di guerra intese a liberare l’area dalla presenza di predoni e di briganti.

Da lì a poco la famiglia Ascenzo muta il proprio profilo nobiliare e si trasforma da aristocrazia di spada in quella di toga.

Gli Ascenzo arrivarono a Modica con Stefano che sposa Lucia, della ricca e potente famiglia dei Leonfante del luogo, luogo in cui la sua prosapia si radicò per i prossimi secoli, essendo egli partito col piede giusto, poichè nominato proprio dal Cabrera  Governatore della Città.

Questa prosapia si dividerà nei secoli a venire in 3 rami, quello di San Zaccaria, di Santa Rosalia e di Camemi; importante quest’ultimo ramo della famiglia poichè il suo feudo insisteva sulla proprietà di fondi agricoli tra Ragusa e Marina di Ragusa, con annessa una villa di campagna, oggi consistente nell’attuale e più nota Villa Criscione.

Prima di concludere il prof. Ascenzo ha voluto ricordare che Erasmo, governatore di Comiso nel 1600, ebbe un figlio, Giuseppe il cui monumento funebre, risalente al 1636, si trova nella città e precisamente nella chiesa dell’Immacolata a Comiso.

Il secondo intervento, sulla famiglia Polara, è stato presentato dal suo maggior e attuale esponente, il dott. Giorgio Polara, noto primario cardiologo.

L’eminente relatore ha introdotto l’argomento sottolineando che la sua famiglia ha quasi certe origini francesi e anch’essa presente, in Sicilia, prima della rivolta dei Vespri Siciliani e precisamente a Palermo, città che abbandonarono, dopo i Vespri, per una città più tranquilla e sicura, quale poteva essere allora la capitale della Contea di Modica, Contea che vantava un’ampia autonomia giurisdizionale e pertanto poteva offrire riparo da eventuale ripercussioni politiche.

Il dott. Polara ha evidenziato ancora nel proprio intervento che le fonti, fino al 1500, sono poche e frammentarie, mentre dopo sono coerenti e ricche di dati, soprattutto pertinenti la costruzione del monumentale palazzo che offre, con il Duomo di San Giorgio, uno degli scenari architettonici più incantevoli della Sicilia.

Sembra proprio che il palazzo sia incardinato in un progetto barocco più ampio di ricostruzione del territorio, considerato che ha molte analogie prospettiche e costruttive con il palazzo Battaglia di Ragusa Ibla, opera nel noto architetto Gagliardi.

La famiglia nei secoli si è consolidata nel territorio modicano e nei dintorni d’esso costruendo pure una villa nel territorio di pertinenza della città di Pozzallo, città che fu per i suoi membri il trampolino di lancio per frequenti tratte commerciali con l’isola di Malta, contatti che furono poi ampiamente usati in epoca risorgimentale per aiutare patrioti perseguitati a guadagnare l’asilo politico.

Che tali rapporti con la città di Pozzallo siano stati stretti e vincolanti lo dimostra il fatto che dopo l’Unità d’Italia il primo sindaco di Pozzallo fu proprio un membro della famiglia Polara.

Durante l’esposizione dei due interventi vi sono stati anche spazi per aspetti più leggeri per il foltissimo pubblico intervenuto a questo pomeriggio culturale e storico.

Il professore Ascenzo ha raccontato della vicenda di una sua antenata che si era circondata di molti gatti a cui faceva assaggiare ogni pietanza per paura di essere avvelenata dal marito, che aveva una relazione extra-coniugale con un’appartenente ad un’altra famiglia aristocratica modicana, la Tedeschi.

Il dott. Polara ha raccontato invece del tesoro che un canonico appartenente alla sua famiglia donò al Duomo di San Giorgio, tesoro fatto d’oro e di pietre preziose che arricchirono ulteriormente la grande chiesa.

L’appuntamento è per il prossimo venerdì 26 ottobre, incontro in cui vi saranno altri relatori per le rispettive famiglie dei Papa, dei De Naro Papa, Celestre e dei Lorefice.

 

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